Il Consiglio generale di Anita,
convocato in via straordinaria nel pomeriggio del 17 aprile
2026, ha espresso “forti preoccupazioni” per il caro carburanti
e per le conseguenti ricadute sul settore, che impattano
direttamente sull’equilibrio economico e finanziario delle
imprese. Così l’Associazione in una nota. Nel valutare gli
interventi messi in atto dal governo, ha ribadito la necessità
che vengano apportati “indispensabili e tempestivi correttivi”,
a partire da misure volte a “compensare” gli effetti negativi
sul gasolio commerciale “derivanti dal taglio delle accise”, che
per l’autotrasporto “non ha portato benefici economici” e si è
rivelato del tutto “inefficace per le imprese virtuose”. Anita
chiede pertanto il “riconoscimento di un credito d’imposta per
recuperare il mancato rimborso per il periodo che va dal 19
marzo al 1° maggio 2026”. “Restituire alle imprese quanto hanno
perso dal taglio è un atto dovuto da parte del Governo, un atto
di giustizia – dichiara il presidente di Anita Riccardo Morelli
– poiché va bene calmierare il prezzo alla pompa a vantaggio dei
cittadini, ma è altresì necessario rimediare al danno che ne è
derivato alle imprese con il parco veicolare più moderno e
sostenibile, che beneficiano da diversi anni del rimborso delle
accise secondo le regole europee”. Si tratta di interventi che
devono “necessariamente essere collocati in una cornice
europea”, sottolinea Anita. E un primo passo in tale direzione
è rappresentato dalla proposta della Commissione Ue. di un
Temporary Framework che consentirebbe ai diversi Paesi di
approvare misure specifiche per il settore del trasporto,
spiega. “L’appello che rivolgo al Governo è dunque che apra un
confronto urgente con le rappresentanze della categoria per
mettere a terra le misure e relative coperture che Anita,
insieme a tutte le associazioni del settore ha formulato in
queste settimane, così che si possa ripristinare un clima di
certezza e fiducia nel settore e raffreddare la crescente
tensione che si registra nel comparto”, conclude Morelli.
Cna Fita ‘sciopero extrema ratio, convocati dal ministero’
“È il momento di fare chiarezza. Arrivata ieri sera la convocazione al Ministero. Lo sciopero resta estrema ratio, ma il settore è allo stremo”. È quanto dichiarato da Emiliano Tomassini, vicepresidente nazionale Cna Fita, settore dell’autotrasporto dell’associazione degli artigiani. Entrando nello specifico, Tomassini rimarca che l’associazione ha accolto con favore la convocazione del ministero dei Trasporti, “che arriva in un momento molto delicato per il settore, ormai allo stremo”. Nella serata di ieri, infatti, il ministero dei Trasporti, con una nota a firma del viceministro Rixi, ha convocato le associazioni per il 22 aprile alle 17. In questa fase, la riunione del 20 aprile di Unatras, già programmata, è confermata e in quella sede si deciderà se aspettare l’ufficializzazione dello sciopero dopo l’incontro con il Ministero (che dovrebbe tenersi, stando ai calcoli di Cna, il 18 maggio). Se si proseguirà comunque, nonostante l’apertura dimostrata dal Ministero, i tempi restano quelli indicati. Saranno diversi, invece, in caso la decisione venga messa in stand by in attesa dell’incontro. Il nostro auspicio è quello di ottenere risposte adeguate e immediate alla situazione emergenziale che stiamo vivendo, perché per Cna Fita lo sciopero resta la soluzione estrema e rappresenterebbe comunque una sconfitta’. Quelli delle ultime settimane, infatti, sono giorni di fuoco per gli autotrasportatori. Il caro carburanti e le numerose conseguenze della situazione geopolitica internazionale hanno portato il settore a una grave crisi, che mette in ginocchio il sistema economico. “Riguardo le tante proclamazioni di sciopero circolate a vario titolo a livello nazionale, credo sia il momento di fare chiarezza. – afferma Tomassini – Fino a oggi la nostra associazione ha cercato il dialogo con il governo, dissociandosi da iniziative di singoli che, in quella fase, hanno provocato solo pericolose ingerenze. Tuttavia, considerata la situazione delle imprese, la proclamazione di sciopero si è resa sostanzialmente inevitabile. Lo sciopero non parte nell’immediato. È necessario che prima, cioè lunedì 20 aprile, ne venga data comunicazione alla Commissione di Garanzia. Per il settore trasporto sono previsti 25 giorni di preavviso. Quindi, presumibilmente, il fermo dei servizi si verificherà intorno al 18 maggio”.
Automobile Magazine-ITALIA




















