L’Europa difende l’auto elettrica ma la revisione è vicina

®
Çok Okunanlar

OMODA 7 ve JAECOO 7 Çeşme Marina’da…

Yenilikçi tasarımı, ileri teknolojileri ve premium yaşam tarzı yaklaşımıyla dikkat çeken OMODA | JAECOO, Türkiye'nin en gözde yaz destinasyonlarından...

Offroad 4. Ayak Samsun Vezirköprü’de…

PETLAS 2026 Türkiye Offroad Şampiyonası'nın 4. ayağı Samsun Offroad Yarışı, 24-26 Temmuz tarihleri arasında Samsun Otomobil Spor Kulübü (SAMOSK)...

Tesla Yaz Sürümü yazılım güncellemesine dahil etti

Tesla, Grok'u Türkiye’de kullanıma sunmaya başladı. Yapay zeka asistanı, uygun araçlara ücretsiz olarak sunulmaya başlanan Tesla Yaz Sürümü yazılım...

Türkiye’nin dahil edildiği bir “Made in EU”, Avrupa’yı güçlendirir

OİB, OSD ve TAYSAD, Avrupa Birliği'nin "Made in EU" yaklaşımında Türkiye'nin stratejik ortak olarak değerlendirilmesi ve otomotiv sektöründe Türkiye'den...

TÜVTÜRK İşlem yapmadan önce internet adresini kontrol edin

TÜVTÜRK, araç muayene randevularının ücretsiz olarak alınabildiğini hatırlatarak, araç sahiplerini resmi olmayan internet siteleri ve farklı platformlar üzerinden sunulan...

4. Alfisti Nation Buluşması’na 500’ün üzerinde katılımcı bekleniyor

Otomotiv dünyasında kendi kullanıcı topluluğuna sahip sayılı markalardan biri olan Alfa Romeo’nun Türkiye’deki tutkunlarını tek çatı altında buluşturan Alfisti Nation,...

Stellantis Yönetim Kadrosunu Güçlendirmeye Devam Ediyor…

Dünyanın en büyük mobilite şirketlerinden Stellantis, yönetim kadrosunu yeni isimlerle güçlendirmeye devam ediyor. Stellantis CEO’su Antonio Filosa'nın büyümeyi hızlandırma...

 Il richiamo di Mario Draghi dà forza al pressing che da mesi arriva da governi e industrie: rivedere le norme sulle emissioni delle auto e farlo “il prima possibile”. Nel suo nuovo affondo contro i freni Ue alla competitività, l’ex premier ha lanciato un messaggio netto: la transizione imposta all’automotive poggia su presupposti che ormai “non sono più validi” e difficilmente – al pari di un settore energetico profondamente da rivedere e di batterie e microchip su cui cambiare passo – sarà realizzabile senza correttivi. O quantomeno senza l’adesione convinta dei colossi del settore a un percorso comune. Ursula von der Leyen lo sa e, stretta tra le pressioni del suo Ppe e di Berlino, promette di “concludere la revisione” del regolamento che dal 2035 vieterà la vendita di motori a combustione interna “il più rapidamente possibile”.
    Una data per l’avvio formale del riadattamento delle norme ancora non c’è. Ma a Bruxelles – dove la scorsa settimana si è svolto il terzo dialogo strategico sull’automotive – si guarda già a dicembre per i primi annunci sulle “opzioni” in campo. La tabella di marcia è delineata: chiudere a inizio ottobre la consultazione pubblica, redigere la valutazione d’impatto e presentare la proposta legislativa vera e propria all’inizio del 2026. L’obiettivo delle emissioni zero entro dieci anni per auto e furgoni nuovi rimane, almeno nel messaggio che continua a filtrare da Palazzo Berlaymont, ufficialmente intoccabile. Ma sul tavolo si valutano nuove forme di flessibilità, oltre a quelle introdotte quest’anno che consentono di calcolare la conformità ai target su tre anni anziché su uno, evitando così multe milionarie.     “Il mercato dei veicoli elettrici è cresciuto più lentamente del previsto. L’innovazione europea è rimasta indietro, i modelli sono ancora costosi e le politiche sulle catene di approvvigionamento restano frammentate”, ha osservato Draghi, ricordando che “il parco auto europeo – 250 milioni di veicoli – sta invecchiando e le emissioni di CO2 sono rimaste pressoché invariate negli ultimi anni”. Per questo, è stata la sua indicazione, “la prossima revisione dovrà seguire un approccio tecnologicamente neutrale, fare il punto sugli sviluppi di mercato e tecnologici” e tener conto “delle catene di approvvigionamento, delle esigenze infrastrutturali e del potenziale dei carburanti a zero emissioni”. Una modifica che, ormai è certo, servirà a sancire il principio di neutralità tecnologica: via libera agli e-fuel richiesti dalla Germania, riapertura del dossier biocarburanti caro all’Italia e possibili aperture anche sul fronte delle tecnologie di transizione.     Bruxelles punta poi a sviluppare una nuova categoria normativa per le piccole auto elettriche, creando un segmento di e-car ‘made in Europe’ annunciato da Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. Palazzo Berlaymont starebbe inoltre valutando una deroga di qualche anno per i plug-in hybrid e i range extender. Sempre entro fine anno, è attesa la proposta legislativa per l’elettrificazione delle flotte aziendali. Visto che queste rappresentano circa il 60% del parco auto comunitario, la Commissione sta studiando l’introduzione di target nazionali – ancora da decidere se obbligatori per Stati membri, singole imprese o flotte – e di incentivi finanziari per rendere più verde il settore. Una mossa che rischia però di attirare nuovamente gli strali di molte capitali, Roma compresa.        

ITALIA