Great Wall Motor, ritorno in Europa nel segno della crescita graduale

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“Improving little by little every
day”. È da questa filosofia, tanto semplice quanto strategica,
che prende forma il percorso di Great Wall Motor. Un approccio
che rifugge l’ostentazione e mette al centro la crescita
progressiva, l’apprendimento continuo e la costruzione di
credibilità nel tempo. Non conta quanto lontano si arrivi, ma
quanto profondamente si riesca a mettere radici: “Not how far,
but how deep we root”. Radici in Cina, visione globale — “Rooted
in China, built for the world” — e un’ambizione chiara, anche se
mai urlata: affermarsi come presenza solida e riconoscibile nei
mercati internazionali, Europa inclusa.

   
Fondata nel 1990 a Baoding, Great Wall Motor è oggi una
realtà globale della mobilità intelligente, con un modello
integrato che copre l’intera catena del valore automotive: dalla
progettazione alla ricerca e sviluppo, dalla produzione fino
alla vendita e ai servizi. Con oltre 16 milioni di clienti in
tutto il mondo e una presenza internazionale sempre più ampia,
il gruppo ha costruito nel tempo una piattaforma industriale e
commerciale solida.

   
Dopo una prima esperienza durata alcuni anni, GWM approda
di nuovo nel Vecchio Continente ma lo fa adesso, con un
approccio profondamente rivisto, più razionale e strutturato,
puntando su una presenza diretta: a giugno 2026 sono previste le
aperture delle filiali in Italia e Spagna, affiancate da una
rete di distributori locali nel resto dell’Unione Europea. Non
solo: tra gli obiettivi dichiarati dalla casa, c’è anche la
produzione in Europa, con la Romania indicata come possibile hub
industriale, in aggiunta a una struttura già attiva in Bulgaria,
come ha precisato il ceo global di GWM, Mu Feng.

   
La strategia europea parte da un presupposto chiave, come
sottolineato dal presidente di GWM International, Parker Shi: il
mercato europeo non è unico, ma un insieme di realtà diverse. Da
qui la scelta di un approccio graduale e localizzato, basato su
ascolto, adattamento e sviluppo mirato. La revisione riguarda
anche l’architettura dei marchi: in Europa il brand principale
diventa GWM, con una gamma razionalizzata che include il
sub-brand Haval ed un’offerta mainstream che si concentra su
modelli come Ora 5, disponibile con diverse motorizzazioni, il
suv H7 e il crossover compatto Jolion Max, entrambi con
powertrain ibridi.

   
Accanto a questa proposta, restano ben definite le anime più
specialistiche: il segmento premium è affidato a Wey, mentre
Tank compre il segmento dei fuoristrada di fascia alta con il
300 e il futuro 700. Completa l’offerta il ritorno ai pick-up,
che in Europa saranno introdotti con una nuova denominazione,
tra cui l’Alpha Cannon.

   
Alla base di questa evoluzione c’è un ecosistema
industriale e tecnologico proprietario, il cosiddetto “Forest
Ecosystem”. Non si tratta solo di produrre automobili, ma di
integrare energia, tecnologia e prodotto in un sistema coerente
e verticale. Dallo sviluppo delle batterie alla componentistica,
fino ai sistemi digitali, il gruppo controlla internamente gran
parte delle tecnologie chiave, grazie anche a società dedicate.

   
Un modello che riduce la dipendenza da fornitori esterni e
aumenta la capacità di adattamento ai diversi mercati.

   
L’innovazione rappresenta uno dei pilastri centrali della
strategia. Con migliaia di ingegneri impegnati nella ricerca e
sviluppo e investimenti rilevanti, GWM ha costruito un ampio
portafoglio di brevetti e competenze. Lo sviluppo tecnologico si
articola attorno a due direttrici principali: elettrificazione e
guida intelligente. Sul fronte energetico, l’approccio è
multi-energia e include motori tradizionali, ibridi, plug-in,
elettrici e soluzioni a idrogeno. Tra le tecnologie chiave
spicca l’architettura ibrida Hi4, declinata in diverse varianti
per rispondere a esigenze differenti in termini di potenza e
trazione. Parallelamente, la trasformazione digitale del veicolo
passa attraverso piattaforme software evolute e sistemi di guida
assistita basati su intelligenza artificiale. La roadmap per il
mercato europeo è già definita: il debutto di Ora 5 è previsto
per giugno 2026, seguito in autunno da H7 e Jolion Max, mentre
per l’inverno è atteso il lancio di una seconda ondata di
modelli, tra cui il fuoristrada Tank 300, il pick-up Alpha
Cannon e il van Wey G9 e un approccio al mondo due ruote con il
modello Souo.

   

Automobile Magazine-ITALIA