In Italia prevale nettamente il taxi
regolamentato a tariffa pubblica, preferito dal 61,5% degli
utenti, mentre solo il 16,6% sceglierebbe servizi privati a
tariffa libera tramite app. E’ quanto emerge da due indagini
demoscopiche presentate nella sala stampa della Camera da
Uritaxi, AppTaxi e Taxi Move – il 7° Rapporto “I Taxi in Italia”
e il 2° Rapporto “I Taxi in Europa. Europa vs Italia 2026” –
realizzati da Lab21 coinvolgendo oltre 30 città e più di circa
140mila contatti, tra Italia e Europa, intervistati nel gennaio
2026. Questo si traduce anche in “una maggiore contrarietà”
all’aumento della presenza delle multinazionali nel mercato
della mobilità: il 72,3% degli italiani si dichiara contrario,
contro il 61% registrato a livello europeo.
Guardando al futuro, l’Italia continua a preferire il modello
dei servizi taxi locali organizzati tramite radiotaxi (50,3%),
mentre in Europa prevale l’idea di una coesistenza regolamentata
tra diversi operatori (42,8%).
Il divario emerge anche nelle modalità di prenotazione. In
Italia il 69,1% degli utenti chiama ancora il taxi tramite
telefono, mentre le app si fermano al 25,6%. In Europa accade
l’opposto, con oltre la metà delle prenotazioni effettuate
tramite applicazioni mobili.
Le indagini mostrano anche una “diffusa diffidenza” verso i
taxi senza conducente. Il 71,9% degli italiani e il 64% degli
europei dichiarano che non utilizzerebbero un taxi a guida
autonoma, confermando quanto “l’elemento umano resti centrale”
nel servizio. La diffidenza è ancora più marcata sul tema della
sicurezza: solo il 21,4% degli italiani si sentirebbe sicuro a
viaggiare su un taxi senza conducente, contro il 37,9% degli
europei.
Automobile Magazine – Italia

























