Mit censisce autovelox, su 11.000 solo 1.000 omologati

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La stretta sulle migliaia di
autovelox sparsi per tutto il territorio nazionale si avvicina.
   
Il ministero delle Infrastrutture accelera sull’iter del decreto
per l’omologazione e rende noto che al momento, su circa 11mila
autovelox informalmente rilevati sul territorio, “solo 3.800” si
sono registrati sulla piattaforma telematica avviata a fine
settembre per la trasmissione dei dati relativi ai dispositivi.
   
E di questi, appena poco più di mille “rientrano automaticamente
nei requisiti di omologazione in fase di adozione”.
   
Dall’inizio dello scorso autunno le amministrazioni e gli
enti dai quali dipendono gli organi di polizia stradale avevano
due mesi per inserire sul portale del ministero i dati sui
sistemi di accertamento. Per permettere l’opera di censimento
del Mit, l’inserimento delle caratteristiche dei sistemi di
accertamento utilizzati (marca, modello, tipo, matricola ed
estremi del decreto Mit di approvazione o di estensione del
dispositivo) era infatti considerata la condizione necessaria
per il loro legittimo utilizzo. Non fornire le informazioni
significava spegnere gli autovelox, mobili o fissi che fossero.
   
Le comunicazioni arrivate a Porta Pia riguardano dunque
appena un terzo degli apparecchi effettivamente diffusi sulle
strade e la percentuale di quelli che risponderebbero
automaticamente ai canoni di omologazione appare addirittura
inferiore al 10%.
   
“Oggi finalmente abbiamo un quadro trasparente e
verificabile di tutti gli apparecchi in uso. Un iter fortemente
voluto dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo
Salvini per garantire che gli autovelox siano uno strumento
utile esclusivamente per evitare incidenti e non per fare
cassa”, sottolinea il ministero annunciando di aver trasmesso al
Mimit il testo del decreto per la successiva notifica a
Bruxelles.
   
Il caos autovelox parte dalla sentenza delle Corte di
Cassazione che ad aprile del 2024 ha stabilito la nullità delle
multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. La
conseguenza potrebbe dunque essere una pioggia di ricorsi da
parte degli automobilisti multati da autovelox non
completamentamente a norma.
   

Automobile Magazine – Italia