I conducenti di auto a benzina
subiranno un impatto economico notevolmente maggiore a causa
degli aumenti dei prezzi del petrolio legati al conflitto in
Iran, rispetto a chi guida veicoli elettrici. Con i prezzi del
petrolio oltre i 100 dollari al barile, il costo aggiuntivo per
il rifornimento di un veicolo a benzina, nell’Ue, è stimato
essere cinque volte superiore rispetto al costo extra per la
ricarica di un’auto elettrica.
E’ quanto emerge dalla nuova analisi di Transport &
Environment (T&E), la principale organizzazione europea per la
decarbonizzazione dei trasporti. Nell’Ue, i costi dei consumi
dei veicoli endotermici aumenteranno cinque volte più di quelli
delle auto elettriche, spiega l’organizzazione.
“I conducenti di auto a benzina subiscono pesanti aumenti
ogni volta che si verifica uno shock petrolifero. Le auto
elettriche sono la migliore garanzia che ciò non accada più.
Tuttavia, Merz e Meloni vogliono rallentare la transizione,
prolungando così la nostra dipendenza dal petrolio. In un mondo
in cui tensioni geopolitiche come quelle tra Stati Uniti e Iran
possono far salire rapidamente il prezzo del petrolio, dipendere
dal vento e dal sole, anziché dalle fonti fossili, è l’unica
soluzione sicura”, spiega il direttore T&e Italia Andrea
Boraschi. L’Ue, lo scorso anno, ha speso 67 miliardi di euro per
le importazioni di petrolio per auto, spiega ancora T&e, secondo
la quale “accelerare l’introduzione dei veicoli elettrici
ridurrebbe le importazioni di petrolio di 45 miliardi di euro
nel prossimo decennio”.
Automobile Magazine-ITALIA























