Il decreto legge contro il caro carburanti, approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri, è entrato in vigore già stamani, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma non tutti i distributori hanno applicato subito lo sconto di 25 centesimi al litro, previsto dal provvedimento per 20 giorni. Mister Prezzi, ovvero Benedetto Mineo, il Garante presso il ministero delle Imprese, ha avviato subito i controlli. Nel pomeriggio ha riunito al ministero la Commissione Allerta rapida, per esaminare le prime verifiche, e ha trasmesso alla Guardia di Finanza la lista di chi non ha ridotto i prezzi. Chi ha fatto il furbo (o semplicemente non sapeva cosa fare) sarà segnalato all’Antitrust, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. I trasgressori rischiano multe, e nei casi più gravi anche una denuncia alla magistratura per “manovre speculative”.
Per il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, “questo è un intervento in emergenza, durerà qualche settimana”. Ma, aggiunge, “se questa guerra andasse avanti per mesi, il problema non sarà quanto pago, ma se lo trovo il carburante”. E quindi, conclude, “continuare a dire di no all’energia dalla Russia quanto ha ancora senso? Io parlo per difendere i cittadini italiani, gli autotrasportatori”. Il vice di Salvini al ministero, il leghista Edoardo Rixi, ha annunciato che “nei prossimi giorni sarà avviato un confronto con i concessionari autostradali, chiedendo un piccolo sacrificio per ridurre i margini che hanno in più sui prezzi dei carburanti”. I gestori delle pompe carburanti di Faib e Fegica plaudono al taglio delle accise e ai controlli della Finanza, ma chiedono anche al governo di varare una riforma strutturale del loro settore. Per Confartigianato Veneto, il taglio delle accise “è una misura tampone: meglio di niente, ma con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese”. Anche l’associazione di consumatori Adoc accoglie “con favore il taglio immediato delle accise”, ma considera “la durata iniziale di soli venti giorni decisamente troppo esigua”. Per Assotir “Il decreto carburanti è un provvedimento positivo, ma incompleto”, e il governo deve “varare al più presto il credito di imposta ai Tir euro V e euro VI”. Federagripesca chiede “rifinanziamento stabile degli strumenti di sostegno al costo energetico e politiche di accompagnamento alla transizione”. Posizione simile da Agci Pesca e Federpesca. Le compagnie aeree europee, rinite in Airlines for Europe, chiedono all’Ue il rinvio degli obblighi sull’uso dei carburanti sintetici sostenibili previsti dal 2030, definiti “fallimentari”. La politica ovviamente si divide sul decreto. Il centrodestra parla di “aiuto vero” (Massimiliano Romeo della Lega); “impegno a tutela di famiglie e imprese” (Maurizio Casasco di Forza Italia); “governo rapido” (Lucio Malan di Fratelli d’Italia). Il centrosinistra denuncia una “classica misura elettorale, il decreto dell’impotenza” (Francesco Boccia del Pd); “colossale presa in giro interamente a carico dei contribuenti e non dei petrolieri” (Angelo Bonelli di Avs); “decretino” che durerà “il tempo di poter rassicurare chi va a votare per il referendum” (Giuseppe Conte dei Cinquestelle). Anche la Cgil parla di “misura elettorale”.
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