Mazda ha sospeso la
produzionedomestica di veicoli destinati al Medio Oriente per i
mesi di aprile e maggio, a causa della chiusura dello Stretto di
Hormuz. Lo rendono noto fonti aziendali, citate dai media
nipponici, spiegando che la misura della casa automobilistica
riguarda circa 30.000 veicoli l’anno esportati in Arabia
Saudita, Israele e altri mercati della regione. L’azienda
giapponese aveva mantenuto invariati i livelli produttivi
dall’inizio del conflitto in Iran, tentando di esplorare rotte
di spedizione alternative per evitare lo stretto attraverso il
quale transita circa l’11% del commercio marittimo globale;
l’accumulo di scorte, tuttavia, ha portato alla sospensione
temporanea dell’output destinato al Medio Oriente. Secondo le
fonti, la produzione totale in Giappone non subirà variazioni:
la casa di Hiroshima prevede di incrementare la prodzuzione per
l’Europa e gli altri mercati dove la domanda è in crescita. La
decisione si inserisce in un quadro più ampio di
riorganizzazione delle catene di fornitura automobilistiche
giapponesi a seguito delle tensioni geopolitiche nel Golfo, con
gli aumenti dei costi assicurativi e logistici per il settore
automotive. Anche altri grandi costruttori nipponici hanno
adottato misure simili: Toyota Motor ha ridotto la produzione di
veicoli per il Medio Oriente di circa 20.000 unità a marzo e di
ulteriori 24.000 ad aprile; Nissan Motor ha tagliato l’output di
circa 1.200 veicoli sia a marzo che ad aprile.
Automobile Magazine-ITALIA



















