Con l’inedita Bodo, aggressiva coupé a dodici cilindri da 1.000 Cv sviluppata sulla base tecnica dell’Aston Martin Vanquish, il tuner Brabus ridefinisce i confini del mondo delle hyper-GT cioè dei modelli ad altissime prestazioni con motore anteriore.
Per svelare la sua ‘ricetta’ ha scelto l’esclusiva cornice di FuoriConcorso sul Lago di Como, l’evento che si è svolto in concomitanza con il Concorso di Eleganza di Villa d’Este.
Pur restando nell’ambito delle restomod, cioè delle auto che partono da una donor car, Brabus Bodo va oltre alla tradizione dell’azienda tedesca in quanto vera e propria opera d’arte sartoriale, allontanandosi radicalmente del modello su cui è costruita. Ogni esemplare della Bodo riceve un aggiornamento della carta di circolazione. I documenti ufficiali riportano Brabus come costruttore del veicolo finito.
Infatti il numero di Vin originale della donor car Aston Martin viene cancellato e sostituito da un nuovo codice VIN ufficiale Brabus che è ufficialmente un costruttore di auto (utilizza W09 assegnato ai piccoli costruttori tedeschi). La vettura viene dunque registrata come serie speciale integrando le nuove specifiche, le emissioni modificate e i test di sicurezza strutturali della nuova carrozzeria Come indicato dall”azienda al momento del reveal a Villa del Grumello – sulle rive del Lago di Como – la Bodo sarà prodotta in una serie limitata a soli 77 esemplari (un richiamo alla fondazione di Brabus nel 1977) e proposta – tasse escluse – con un listino che parte da 1 milione di euro.
In effetti l’auto celebra molto di più rispetto alla cronologia della storia di Brabus, in quanto porta il nome stesso del suo fondatore, Bodo Buschmann, scomparso nel 2018. E che per anni aveva sognato, si legge nella nota, di creare un’auto di questo tipo.
A concretizzare l’idea è stato ora il figlio Constantin, attuale amministratore delegato dell’azienda tedesca. E che ha rispettato la filosofia del padre cioè superare sistematicamente con le sue elaborazioni i limiti della fisica applicati alle automobili stradali, mantenendo un’eleganza rigorosa e sobria, tipicamente tedesca.
Sotto il profilo estetico, i designer di Brabus hanno completamente ridisegnato i volumi della coupé di partenza, sostituendo i pannelli originali con una carrozzeria interamente modellata in fibra di carbonio ad alta resistenza. Il look si presenta muscoloso e affilato, ottimizzato attraverso estensive sessioni in galleria del vento per garantire la stabilità alle altissime velocità.
Il frontale è dominato da imponenti prese d’aria, necessarie anche per alimentare l’aspirazione del V12 biturbo. Le fiancate allargate ospitano imponenti cerchi in lega forgiati dal disegno specifico.
Al posteriore spicca un complesso sistema di aerodinamica attiva, abbinato a un estrattore che ingloba i terminali dello scarico ad alte prestazioni. Quest’ultimo ha la capacità di modulare la tonalità del motore attraverso valvole a controllo elettronico.
Gli interni della della Brabus Bodo mantengono la configurazione dell’abitacolo 2+2 dell’Aston Martin, elevando però l’artigianalità delle finiture ai massimi livelli. Ci sono pelle pregiata cucita a mano, dettagli in fibra di carbonio a vista e naturalmente badge numerati che identificano ciascun esemplare della serie speciale.
Anche il propulsore dodici cilindri a V originale della Vanquish (fabbricato da Aston Martin a Colonia, in Germania) è oggetto di un radicale intervento da parte dei tecnici di Bottrop, modificando la sovralimentazione con l’adozione di due turbo di dimensioni maggiorate e riprogettando interamente l’elettronica di gestione.
Il risultato è un’unità bi-turbo che eroga 1.000 Cv e valori di coppia altrettanto mastodontici. Le prestazioni sono vicine a quelle delle hypercar con motore posteriore: 0 – 100 km/h in appena 3 secondi, mentre la velocità di punta è autolimitata a ben 360 km/h ma solo – è stato ribadito – per preservare l’integrità strutturale degli pneumatici.
Automobile Magazine – ITALIA





















