La Mazda 2 Hybrid è la risposta della casa di Hiroshima nell’affollato segmento B. Con una lunghezza di poco inferiore ai 4 metri è agile in città, ma è abbastanza grande per affrontare senza problemi anche dei viaggi in autostrada.
A livello estetico, con il restyling, gli uomini Mazda hanno lavorato a fondo per distinguerla dalla Toyota Yaris Hybrid da cui deriva. E così, il frontale sfoggia una calandra ridisegnata, delle prese d’aria differenti ed una sorta di splitter che le dona carattere. Sulla variante Homura Plus una certa verve sportiva è offerta anche dai cerchi in lega di colore nero, che fanno pandant con i retrovisori esterni, mentre i gruppi ottici posteriori confluiscono in un portellone che forma un accenno di spoiler sotto il lunotto.
L’abitacolo, omologato per 5 persone, offre un’abitabilità più adatta a 4 persone, mentre il bagagliaio ha un vano di 286 litri. Gli assemblaggi sono curati, ma le plastiche sono rigide.
Nel disegno lineare della plancia, si apprezza la scelta di lasciare separati i comandi del climatizzatore e, oltre alla strumentazione digitale da 12,3 pollici, troviamo un display per l’infotainment da 10,5 pollici che racchiude le voci principali nel menu laterale per agevolarne l’utilizzo in marcia. Non manca il vano di ricarica ad induzione per lo smartphone, che dialoga con il sistema multimediale grazie alla compatibilità, anche in wireless, con Apple CarPlay ed Android Auto.
La guida della Mazda 2 Hybrid è semplice, intuitiva, immediata, e indipendentemente dalle 3 modalità di guida utilizzate, c’è anche quella EV, ma in elettrico puro si può percorrere solo qualche chilometro, i consumi sono sempre contenuti. Precisamente, le percorrenze si attestano intorno ai 20 km/l in autostrada, mentre in extraurbano riesce anche a raggiungere la soglia dei 30 km/l in condizioni favorevoli e mantenendo un’andatura moderata. L’importante è comprendere il funzionamento che spinge il guidatore a sfruttare il più possibile il motore elettrico alimentato da una batteria agli ioni di litio da 177,6 V. Questo è associato ad un propulsore termico 1.5 a 3 cilindri e la potenza di sistema è di 116 CV.
Considerando un peso di circa 1.100 kg, lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 9,7 secondi, la velocità massima dichiarata, invece, è di 175 km/h. Numeri che non bastano a raccontare l’efficacia di questa piccola Mazda tra le curve, tanto che sul misto viene voglia di selezionare la modalità Sport. Il rovescio della medaglia è un assetto che a volte restituisce in modo secco le asperità, mentre il comfort acustico, a velocità costante, è di ottimo livello. Ovviamente, considerando la presenza del cambio CVT, quando si va a richiamare tutta la potenza spingendo a fondo l’acceleratore, rimane, in parte, il cosiddetto effetto scooter, tipico di questa soluzione tecnica, ma basta essere più progressivi sul gas per mitigarlo.
La variante Homura Plus della nostra prova ha una dotazione completa sotto ogni punto di vista, per cui, gli aiuti alla guida offrono tutte quelle voci che ogni guidatore si aspetta di trovare su un’auto moderna. Inoltre, vanta anche il tetto panoramico nella ricca dotazione di serie e il prezzo, di 32.690 euro, promozioni escluse, è frutto dei tanti accessori di cui è dotata, oltre che della tecnologia che nasconde sotto pelle.
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