Il vicepresidente della Regione
Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha incontrato a Bologna i
ricercatori dell’E-Cells Lab, il laboratorio nato dalla
collaborazione tra Ferrari, Università di Bologna e Nxp
Semiconductors per lo studio delle celle al litio. Aperto
nell’aprile 2024 all’interno dell’ateneo, spiegano dalla Regione
in una nota, è l’unico laboratorio nella Motor Valley che
integra ricerca accademica e know-how industriale in questo
settore. Il team conta oggi 10 ricercatori Ferrari specializzati
nel design delle celle e nell’elettrochimica, un tecnico di
laboratorio e 10 dottorandi dell’università.
Tra i risultati raggiunti: l’ottimizzazione di materiali
anodici e catodici — grafite, silicio, litio metallico e Nmc —
nuove compatibilità con elettroliti innovativi e miglioramenti
nelle performance e nella durata delle celle. La ricerca ha
permesso inoltre a Ferrari di sviluppare un linguaggio comune
con i propri fornitori, migliorando la gestione delle batterie
assemblate a Maranello.
Entro il 2027 il laboratorio sarà dotato di una camera a
bassissima umidità con una linea prototipale per lo sviluppo di
celle su scala maggiore e di un’area attrezzata con microscopi
ottici ed elettronici di ultima generazione.
“La ricerca e l’innovazione tecnologica – osserva Colla –
sono le leve strategiche fondamentali per assicurare alla nostra
regione una competitività all’altezza delle grandi sfide
globali. L’incontro di oggi con i ricercatori dell’E-Cells Lab
ci conferma che per rimanere protagonisti nel mercato, e farlo
con una visione fermamente improntata all’innovazione, dobbiamo
puntare sullo studio avanzato dei materiali e sulle tecnologie
del prossimo futuro, come le celle al litio. In questo
laboratorio tocchiamo con mano l’efficacia di un approccio
interdisciplinare che fonde il profondo know-how accademico
dell’Università di Bologna a quello industriale”, conclude il
vicepresidente della Regione.
“L’E-Cells Lab – argomenta il rettore dell’Unioversità di
Bologna, Giovanni Molari – rappresenta un esempio concreto di
come la collaborazione tra università e imprese possa generare
ricerca avanzata e competenze strategiche per il futuro. Questo
progetto – chiosa – non produce solo innovazione tecnologica, ma
forma anche le competenze che serviranno alle industrie del
futuro”.
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