Alfa Romeo da 30 milioni scomparsa, ‘integrazione denuncia dopo pressioni’

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Una integrazione di querela, in cui
si fa riferimento a nuove pressioni e minacce rivolte agli eredi
di una rara autovettura storica Alfa Romeo 33, dal valore
stimato in almeno 30 milioni di euro, di cui si sono perse le
tracce, già oggetto di una inchiesta, è stata depositata alla
Procura di Milano da un parente del defunto proprietario della
vettura. A renderlo noto è avvocato napoletano Sergio Pisani,
legale degli eredi del proprietario della fuoriserie. “L’atto
pone in evidenza un quadro estremamente allarmante,
caratterizzato da una crescente strategia di pressione e
intimidazione ai danni degli eredi del legittimo proprietario
del veicolo”, sottolinea il legale secondo il quale, dopo la
diffusione delle prime notizie sugli organi di stampa, “si è
registrata una significativa recrudescenza di comportamenti
volti a condizionare la volontà dei denuncianti, attraverso
pressioni psicologiche e minacce, anche indirette”. Le
conversazioni sono state registrate e i file audio allegati alla
denuncia consegnata agli investigatori. “Il quadro che emerge –
dice ancora il professionista – è quello di una pressione
costante e organizzata, volta a ‘sgonfiare’ l’indagine
attraverso strumenti intimidatori e relazionali. È del tutto
inaccettabile che ad una legittima richiesta di accertamento
della verità sulla titolarità di un bene di famiglia si risponda
con condotte idonee a compromettere la serenità personale e la
sicurezza economica dei denuncianti”. Nella denuncia si chiede
agli inquirenti anche di procedere al sequestro urgente del
veicolo e, contestualmente, l’attivazione dei canali di
cooperazione giudiziaria internazionale fine di evitare il
concreto rischio di definitiva dispersione della rara Alfa
Romeo. L’avvocato Pisani non esclude la possibilità di
ricorrere ad un incidente probatorio alla luce delle pressioni
in atto nei confronti dei denuncianti

   

Automobile Magazine-ITALIA