Dacia, pressing su ibrido accessibile con Sandero Full Hybrid ma GPL resta strategico

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Una Sandero Full Hybrid sotto i 20mila euro per portare l’elettrificazione nel cuore del mercato di massa europeo, senza tradire il DNA di accessibilità del marchio. È una delle direttrici della strategia Dacia illustrata a Roma dal ceo Katrin Adt e dal vicepresidente Sales & Marketing Frank Marotte, nel corso di una roundtable dedicata allo stato del brand e alle prospettive future in una fase complessa per l’automotive tra instabilità geopolitica, crisi energetiche, pressione normativa e crescente concorrenza dei costruttori cinesi. “Non viviamo più una crisi alla volta, oggi tutto si sovrappone”, ha spiegato Adt, sottolineando come la risposta del marchio sia “adattabilità e agilità”, con offerte pensate per preservare il potere d’acquisto dei clienti. In questo contesto si inserisce il debutto della Sandero Full Hybrid, attesa sul mercato europeo in autunno con un posizionamento “best value for money” e un prezzo inferiore ai 20mila euro. Per Dacia l’obiettivo resta la democratizzazione delle nuove alimentazioni all’interno della strategia Renault Group, in particolare per rendere accessibile l’ibrido nel segmento B, il più rilevante per volumi in Europa e soprattutto in Italia. “Abbiamo aspettato il momento giusto perché il full hybrid fosse coerente con il DNA Sandero”, ha aggiunto Marotte. Accanto all’ibrido, il marchio conferma il ruolo centrale del GPL, tecnologia particolarmente strategica sul mercato italiano. “Finché ci saranno clienti che lo chiederanno continueremo a offrirlo”, ha spiegato Adt, lasciando aperta anche l’ipotesi futura di una combinazione GPL-full hybrid, compatibilmente con l’evoluzione delle normative europee sulle emissioni al 2030. Secondo i vertici del marchio, l’attuale scenario internazionale dimostra anche come gli investimenti europei nell’elettrificazione abbiano rafforzato l’indipendenza energetica del continente. “Oggi abbiamo strumenti che 20 anni fa non esistevano”, ha osservato Adt, ricordando come Dacia disponga all’interno del gruppo Renault di tutte le principali tecnologie, dal mild hybrid all’elettrico. Ampio spazio anche al confronto con i costruttori cinesi, considerati concorrenti da rispettare ma non da imitare. “Hanno accelerato l’intero settore”, ha detto Marotte, spiegando che oggi Dacia sviluppa un’auto in 16 mesi contro i tre anni del passato. Una rapidità resa possibile dall’approccio “design to cost” e dalle sinergie industriali del gruppo Renault. Per il management, il vantaggio competitivo europeo resta però la conoscenza dei clienti del continente e la capacità di sviluppare prodotti tarati su esigenze diverse rispetto al mercato cinese. “Le auto cinesi sono pensate per i clienti cinesi, noi conosciamo bene gli automobilisti europei”, ha spiegato Adt, rivendicando anche “i migliori valori residui dell’industria” e una rete commerciale capillare, soprattutto in Italia. Il mercato italiano è infatti il secondo per Dacia dopo la Francia ed è considerato strategico per il peso del canale retail e l’apertura dei clienti verso soluzioni “smart” come GPL, mild hybrid e full hybrid. In quest’ottica, il general manager di Dacia Italia, Guido Tocci, ha ricordato anche il programma “Dacia Empowerment”, avviato nel 2022 per rafforzare la cultura del marchio nella rete Renault, contribuendo alla crescita della presenza commerciale e dell’identità del brand sul territorio. Sul fronte prodotto, Marotte ha anticipato la visione dietro il futuro concept Striker, definito “né crossover né station wagon”, ma un modello pensato per “cambiare le regole del gioco” puntando su leggerezza, efficienza e consumi contenuti. E sulla compatta di segmento A, dopo il debutto della Renault Twingo, è attesa una “cugina” Dacia sviluppata con la stessa filosofia per rispondere alla domanda di city-car low cost. Un approccio che conferma la volontà di Dacia di continuare a innovare restando fedele alla propria filosofia di semplicità e accessibilità, una ricetta che negli anni ha sostenuto il successo del brand e la crescita della fidelizzazione da parte dei clienti in tutta Europa.

Automobile Magazine – ITALIA

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