Il prossimo 22 maggio scadrà
l’ultimo taglio delle accise sui carburanti disposto dal governo
e, in assenza di proroghe, la benzina tornerà sopra i 2 euro al
litro, il gasolio sopra i 2,2 euro. Lo ricorda il Codacons, che
sottolinea come lo sconto fiscale sia costato finora alle casse
pubbliche circa 1,3 miliardi di euro. Senza una proroga della
misura, la benzina aumenterebbe di 6,1 centesimi di euro al
litro, salendo, sulla base dei prezzi medi odierni, a 2,01 al
litro sulla rete ordinaria, con un aggravio da circa +3 euro a
pieno – spiega il Codacons – Il gasolio, che oggi gode ancora
dello sconto da 24,4 centesimi, salirebbe a 2,22 euro al litro,
con una stangata da +12,2 euro a pieno. Il taglio delle accise
disposto lo scorso 18 marzo dal governo, e le successive
proroghe fino al 22 maggio, sono costate finora alle casse
statali 1,3 miliardi di euro, con un impatto da circa 20 milioni
di euro al giorno considerando l’intero periodo di validità
della misura – calcola il Codacons – Per prorogare lo sconto
attualmente in vigore su benzina e gasolio fino al prossimo 12
giugno il governo deve reperire risorse per circa 340 milioni di
euro, una strada che appare obbligata considerato che se il
taglio fiscale non sarà prorogato gli italiani subirebbero un
doppio danno attraverso un incremento dei costi di rifornimento
e un generalizzato aumento dei prezzi al dettaglio dei prodotti
trasportati – conclude l’associazione.
Automobile Magazine – ITALIA




















