Destinato a favorire il ritorno a motorizzazioni termiche ad alta efficienza, il nuovo propulsore V6 biturbo Horse W30 da 3,0 litri – progettato specificamente per applicazioni mild e full hybrid e presentato nei giorni scorsi al Salone di Pechino – potrebbe presto debuttare in diversi modelli europei e asiatici.
Questa unità realizzata dalla jv ‘motoristica’ Horse Powertrain creata da Renault e Geely rappresenta infatti una pietra miliare tecnologica poiché con un peso di soli 160 kg si posiziona come il V6 più leggero attualmente disponibile sul mercato automobilistico globale. L’architettura dell’Horse W30 rompe gli schemi tradizionali della categoria premium grazie a scelte ingegneristiche fortemente ottimizzate per l’elettrificazione. E’ il caso dell’architettura con disposizione dei cilindri con un angolo di 90 gradi, una soluzione che consente di abbassare drasticamente il baricentro del veicolo, e quindi di utilizzarlo anche per modelli ad alte prestazioni. Horse ha inoltre creato un layout d’installazione flessble così da permettere Il montaggio sia in posizione trasversale sia longitudinale, con una flessibilità d’uso rarissima per un V6 di questa cubatura.
Oltre che per l’ampio ricorso a leghe speciali e l’ottimizzazione strutturale (che hanno permesso di raggiungere il record di 160 kg) ogni componente del W30 è stato calibrato per lavorare in sinergia con moduli elettrici mild-hybrid (Mhev) e full-hybrid (Hev), massimizzando il recupero di energia e riducendo consumi ed emissioni. Ne risulta la possibilità – a seconda delle tarature e delle versioni – di erogare potenze comprese tra 350 e 400 kW (equivalenti a circa 476 – 544 Cv) e con coppia che può variare tra 600 e 700 Nm. Il picco massimo del regime di rotazione è stato fissato in 8.000 giri al minuto.
Importante, nello sviluppo di questo inedito V6, anche il contributo fornito da Bosch che fornisce l’architettura digitale, i software di gestione termica e i servizi Cloud predittivi. La sovralimentazione biturbo e la gestione elettronica predittiva consentono di distribuire questa enorme spinta in modo lineare, unendo il carattere sportivo dei motori ad alti regimi di rotazione con la fluidità dei propulsori elettrificati.
Con queste doti i piani di arrivo del W30 nel mercato dovrebbero prevedere in parallelo i numerosi brand dei Gruppi Renault e Geely ma anche quelli di ‘conquista’ di altre Case costruttrici. Il nuovo motore V6 debutterà inizialmente in modelli di fascia medio alta (D e E-Suv), grazie alla possibilità di essere inserito in architetture trasversali o longitudinali e risolvere così i vincoli di spazio per le diverse piattaforme.
Così oltre a vetture sportive e alto di gamma del gruppo Geely, come Lynk & Co, Volvo e Lotus, e dell’Alleanza Renault Nissan Mitsubishi (2029-2030) questo V6 ‘hybrid ready’ potrebbe allargarsi ad altri costruttori che troveranno in questo V6 ad alta efficienza la soluzione per motorizzare vetture sportive e crossover premium di prossima generazione. Tra queste Mercedes, che storicamente ha acquistato prima da Renault e poi da Horse Powertrain diversi milioni di propulsori benzina e diesel, a 3 e 4 cilindri. Al riguardo va anche ricordato il legame azionario che vede il patron di Geely (socio fondatore di Horse) nella posizione di principale azionista del gruppo Mercedes-Benz.
La flessibilità di installazione del W30 permetterebbe a Mercedes-Benz di valutare teoricamente l’adozione del V6 su due delle sue principali piattaforme modulari, cioè le architetture MRA2 e MMA, quest’ultima oggi base della nuova CLA e in futuro dei diversi suv compatti.
Automobile Magazine – ITALIA





















