Presentato un nuovo disco freno in acciaio inossidabile che è stato progettato per ridurre significativamente l’usura (e quindi le emissioni di PM10 e PM2,5 per l’attrito contro le pastiglie) e garantire un funzionamento affidabile per 300mila km cioè l’intera durata di vita del veicolo. Sviluppato dal Fraunhofer Institute for Machine Tools and Forming Technology (IWU) e dall’azienda specializzata ElringKlinger AG, il disco fa parte del progetto Ufo-Brems che riporta d’attualità un nome legato ad un’avveniristica soluzione che era stata presentata da Audi negli Anni ’80 e che prevedeva il montaggio su modelli di gamma alta, come la V8, di dischi a campana (che somigliavano a una scodella) ed in cui le pastiglie spingevano solo su una faccia del disco.
Il nuovo sistema di frenatura con dischi in acciaio inossidabile non ha niente a che fare con tutto questo, e la forma del disco è assolutamente tradizionale. La novità è un approccio in termini di materiali e sistemi, in grado di sostituire tecnicamente le tradizionali soluzioni in ghisa grigia.
Cuore dello sviluppo è un disco in acciaio inossidabile nitrurato in cui un trattamento termochimico crea uno strato superficiale indurito che riduce l’usura garantendo al contempo coefficienti di attrito stabili.
Rispetto alla ghisa, l’acciaio inossidabile offre una maggiore resistenza alla corrosione e mantiene la sua stabilità dimensionale anche ad alte temperature. L’acciaio strutturale è stato scartato dal progetto perché la sua microstruttura può modificarsi a temperature superiori a circa 650 gradi Celsius. I sistemi in carbonio-ceramica sono considerati tecnicamente idonei, ma risultano troppo costosi per una produzione in serie su larga scala.
Il progetti ha innovato oltre al materiale del disco, anche il materiale d’attrito in quanto è presente una pastiglia freno inorganica. Questa combinazione influenza direttamente l’asportazione di materiale sulla superficie di contatto. Questi materiali lavorano insieme a contatto. E questo corretto comportamento si traduce generalmente in minore usura, minori problemi di surriscaldamento e, di conseguenza, minore produzione di particolato.
Il design si differenzia dai tradizionali dischi in ghisa per diversi aspetti tra cui il diametro (aumentato) e lo spessore (può essere reso più sottile). Quest’ultimo aspetto si traduce in un vantaggio in termini di peso, fino a cinque kg in meno rispetto a quattro dischi in ghisa.
La massa inferiore, si legge nella nota, influisce inoltre sulle masse non sospese, ottimizzando la reattività del telaio e lo smorzamento. La durata prevista per i dischi freno in acciaio inossidabile è fino a 300mila chilometri, in pratica per tutta la vita dell’auto. A titolo di confronto i dischi freno in ghisa richiedono la sostituzione ogni 40mila chilometri.
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