La sfida tra Enzo Ferrari e i team
inglesi che, tra gli anni Sessanta e Ottanta, rivoluzionarono il
mondo delle corse con innovazioni tecniche, modelli
organizzativi più agili e un approccio sperimentale. Una
competizione che mise in discussione il dominio Ferrari,
segnando una svolta decisiva nella storia della Formula 1. E’ il
tema della mostra ‘I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le
scuderie inglesi’, a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini con
Maurizio Cilli, dal 2 aprile all’11 ottobre al Mauto – Museo
Nazionale dell’Automobile.
La mostra con 22 monoposto di Formula 1 intreccia sport,
tecnologia e cultura, inserendo questa rivalità nel contesto
della più ampia rivoluzione britannica dell’epoca, tra design,
musica e nuovi stili di vita. “Il motorismo sportivo, la storia
e la cultura delle competizioni – spiega Benedetto Camerana,
presidente del Mauto – sono temi centrali nella missione
pubblica del Mauto. Dopo la grande mostra Ayrton Senna Forever,
portiamo i nostri visitatori in una straordinaria immersione
storica nella Formula 1, con un inedito parallelo tra le opposte
culture del motorismo sportivo italiano e anglosassone.
Raccontiamo lo scontro di visioni tra Enzo Ferrari, simbolo del
motorismo italiano, alfiere della tradizione, e la rivoluzione
britannica che dagli anni ’60 impone nella Formula 1, e allo
stesso Ferrari, provocatoriamente rinominato Drake dai team
inglesi. Questa rivalità epocale è affiancata e stimolata dalla
parallela rivoluzione culturale della Swinging London, che
dall’incoronazione di Elisabetta II nel 1953 propone al mondo un
nuovo lifestyle anticonformista, nella moda, nella musica, nelle
arti visive”.
La mostra coinvolge prestigiose istituzioni e collezionisti,
“una rete di collaborazioni ampia, articolata e qualificata, che
testimonia – aggiunge Camerana – la fiducia e il riconoscimento
di cui il museo gode nel panorama culturale globale. Il
patrocinio dell’Ambasciata britannica e del Ministero della
Cultura sottolinea inoltre la rilevanza culturale e diplomatica
dell’iniziativa, rafforzando il dialogo tra Italia e Regno
Unito”.
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