Il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso e d’intesa con le altre Amministrazioni, ha convocato per oggi una riunione d’urgenza della cabina di regia della Commissione di allerta per un’analisi dell’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e per fornire immediati riscontri al Governo, utili a verificare la necessità di eventuali interventi e la loro natura, qualora dovessero persistere adeguamenti al rialzo dei listini riconducibili a fenomeni speculativi.
Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022 fino a 2,2 euro al litro per il servito in autostrada. E’ quanto sottolinea la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci quelli del gasolio. Per Tamoil registriamo un rialzo di sei centesimi sulla benzina e quattordici sul gasolio. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro.
Le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti, vedono la benzina self service a 1,782 euro/litro (+38 millesimi, compagnie 1,786, pompe bianche 1,774), diesel self service a 1,965 euro/litro (+98, compagnie 1,967, pompe bianche 1,961). Benzina servito a 1,917 euro/litro (+38, compagnie 1,957, pompe bianche 1,843), diesel servito a 2,091 euro/litro (+95, compagnie 2,125, pompe bianche 2,028). Gpl servito a 0,702 euro/litro (+5, compagnie 0,713, pompe bianche 0,691), metano servito a 1,475 euro/kg (+30, compagnie 1,480, pompe bianche 1,471), Gnl 1,232 euro/kg (+3, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,228 euro/kg).
Sulle autostrade la rilevazione vede la benzina self service 1,867 euro/litro (servito 2,124), gasolio self service 2,017 euro/litro (servito 2,276), Gpl 0,835 euro/litro, metano 1,524 euro/kg, Gnl 1,291 euro/kg.
“Ci sono le condizioni” di rialzo dei prezzi dei carburanti per far scattare le accise mobili. E’ quanto si legge nella rilevazione dei prezzi di Staffetta quotidiana secondo cui “lo “sconto” applicato da Draghi nel 2022 era anch’esso un’attuazione della norma sull’accisa mobile, rinforzata però dai fondi provenienti dalla “tassa sugli extraprofitti” applicata alle società del settore energetico. Ne venne fuori un taglio delle accise di 25 centesimi al litro (30 contando anche l’Iva)”. “La norma sull’accisa mobile – ricorda Staffetta – fu applicata solo un’altra volta, tra aprile e maggio 2008, dal governo Prodi II, con Pier Luigi Bersani al ministero dello Sviluppo economico e Tommaso Padoa Schioppa all’Economia. Allora lo sconto durò circa un mese e fu di due centesimi al litro. La norma era stata introdotta dallo stesso governo con la legge finanziaria per il 2008”. “La norma, modificata nel 2023 dal governo Meloni per renderla di più immediata attuazione, stabilisce che il ministero dell’Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise per compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall’aumento del prezzo del petrolio. Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, “sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell’ultimo Documento di economia e finanza”. Il Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre 2025 indica un prezzo del Brent per il 2026 di 66,1 dollari al barile con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile. A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono”.
Codacons, tsunami su accise carburanti, tagliarle subito 15 cent
In soli 10 giorni il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. Lo denuncia il Codacons, che ha messo a confronto i prezzi medi regionali dei carburanti comunicati oggi dal Mimit con quelli in vigore il 27 febbraio scorso, prima dell’ attacco all’Iran. Oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self, secondo le medie regionali del Mimit, si attesta in Italia a 1,970 euro al litro, con un balzo del +14,3% rispetto al prezzo medio nazionale di fine febbraio (1,723 euro/litro). – analizza il Codacons – Questo significa che in soli 10 giorni un pieno di diesel costa ad ogni automobilista ben 12,3 euro in più, pari ad una maggiore spesa da +296 euro annui se si considera una media di due pieni al mese. Nello stesso periodo la benzina al self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più su anno – aggiunge il Codacons. Sul fronte dei prezzi medi regionali anche oggi si registrano ritocchi al rialzo, col gasolio che al self ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria, 1,990 euro in Sicilia, 1,985 euro in Valle d’Aosta – afferma il Codacons sulla base dei dati Mimit. Il governo non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi – dichiara l’ associazione – Per farlo non servono nuovi decreti ma basta adottare la legge del 2023 sulle accise mobili che consente a Mef e Mase di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione che, ricorda il Codacons, avrebbe effetti positivi immediati non solo sui costi di rifornimento ma anche sui listini al dettaglio dei prodotti trasportati.
Adoc, ridurre subito di 20 centesimi le accise sul diesel
“Da diversi giorni assistiamo a nuovi e preoccupanti fenomeni speculativi sui carburanti. La benzina ha superato la soglia dei 2 euro già cinque giorni fa e, da sabato, in molte stazioni di servizio il prezzo della modalità servito ha raggiunto anche i 2,20 euro al litro. Sono positive la convocazione settimanale della Commissione Allerta Rapida sui prezzi e la lotta senza se e senza ma alle speculazioni, condotta insieme alla Guardia di Finanza e il recupero delle risorse, comprese quelle derivanti dagli extraprofitti, da destinare al sostegno di famiglie e imprese, ma non basta. Servono interventi immediati e concreti”. Lo scrive l’Adoc. “Chiediamo innanzitutto di ridurre subito di 20 centesimi le accise sul diesel, già ulteriormente aumentate con l’ultima legge di bilancio, di intervenire anche sull’Iva per alleggerire il costo finale a carico di famiglie e imprese e sterilizzare temporaneamente le royalties in autostrada per calmierare i picchi record che superano i 2,25 euro. Siamo già di fronte a una situazione di forte emergenza, come abbiamo evidenziato insieme alle altre associazioni dei consumatori nel corso della riunione della Commissione di Allerta Rapida sui prezzi tenutasi venerdì scorso. È necessario agire subito per fermare la spirale dei rincari e tutelare il potere d’acquisto dei consumatori”. Per risparmiare in questa fase di rincari, l’Adoc consiglia ai consumatori di “adottare un monitoraggio costante dei prezzi attraverso le app dedicate e i portali istituzionali, così da individuare in tempo reale le stazioni più convenienti. È fondamentale prestare particolare attenzione alle cosiddette ‘pompe bianche’ o distributori indipendenti, che spesso mantengono listini al di sotto degli 1,800 euro al litro, garantendo un risparmio significativo rispetto ai grandi marchi. Si suggerisce inoltre di prediligere sempre la modalità self-service rispetto al servito e di evitare, laddove possibile, il rifornimento sulla rete autostradale”.
Unc, stufi di chiacchiere, governo tagli accise di almeno 10 centesimi
“Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi si sono strumenti più efficaci per contrastare la speculazione rispetto a 4 anni fa. Magari fosse così! Le armi contro le speculazioni sono ancora e sempre le stesse, quindi spuntate. Siamo stufi delle chiacchiere! Se il Governo vuole davvero fare qualcosa, nel Consiglio dei ministri di domani riduca le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il decreto del 2023 era solo aria fritta che dava qualche potere in più al Garante per la sorveglianza dei prezzi per monitorare i prezzi, non per bloccare le speculazioni – spiega Dona -. Non c’era nulla per dare più poteri all’Antitrust contro i rincari anomali, come noi chiediamo da anni in occasione di ogni legge annuale sulla concorrenza. Quel decreto era solo una presa in giro in cui si diceva che se emergevano fenomeni speculativi lungo la filiera allora il Garante doveva riferire ‘gli esiti delle attività al Ministro delle imprese e del made in Italy che ne informa, ove necessario, il Governo per l’adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna’. Insomma, il nulla cosmico!”. “L’unica cosa utile di quel decreto era l’app che avrebbe dovuto suggerire ai consumatori quale è il distributore di carburanti più conveniente nella loro zona – conclude Dona -. Solo con la concorrenza e la trasparenza del prezzo, infatti, i consumatori possono provare a difendersi da soli. Ebbene, dopo la bellezza di 3 anni e 2 mesi dal varo del decreto, quell’app non ha ancora visto la luce, e non se ne sa più nulla. Incredibile!”.
Unatras, su gasolio speculazione, chiesto incontro a Salvini e Mr. Prezzi
Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto, “denuncia a gran voce la vergognosa speculazione in atto in questi giorni sui costi dei carburanti, a seguito della guerra in Iran. Quello che sta avvenendo appare del tutto slegato dalle tensioni geopolitiche internazionali che stanno destabilizzando l’area del Golfo – sostiene il presidente Unatras, Paolo Uggè – semplicemente perché quanto si sta registrando avviene su carburanti già presenti e stoccati da tempo in Italia. E’ del tutto evidente che il fenomeno sia da attribuirsi alle scelte di qualcuno, ma purtroppo ha effetti diretti molto pesanti per migliaia di imprese di autotrasporto che operano quotidianamente per garantire la mobilità delle merci nel Paese. L’autotrasporto italiano non può subire gli extracosti ingiustificati di questi giorni che la categoria, essendo per la gran parte costituito da piccole e medie imprese con poco peso contrattuale, non riesce nemmeno a ribaltare automaticamente ai propri committenti ne riesce a recuperare dal mercato. Se tale situazione dovesse proseguire, il rischio serio sarebbe quello che per gli autotrasportatori diventi insostenibile continuare a fare rifornimento e potrebbero essere costretti a fermare i propri automezzi”. Per questo Unatras “chiede un incontro urgente al ministro dei Trasporti Matteo Salvini con l’istituzione di una cabina di regia permanente che dia sostegno e aggiornamenti costanti alla categoria, con il coinvolgimento diretto del Garante per la sorveglianza dei prezzi Mister Prezzi. Già nei prossimi giorni Unatras convocherà i propri organismi per discutere le iniziative da intraprendere a tutela della categoria”.
Esposto in Procura di Coldiretti contro il caro-gasolio agricolo
Coldiretti presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale (che punisce appunto le manovre speculative sulle merci, ndr). L’iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Con un trend che nei prossimi giorni vedrà ulteriori aumenti. Secondo Coldiretti si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro. Una dinamica che, secondo l’organizzazione agricola, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali né nell’andamento del mercato dei carburanti, e che per l’ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore – quello dei carburanti – caratterizzato da una forte capacità di influenza reciproca tra operatori. Il gasolio agricolo, ricorda Coldiretti, rappresenta infatti un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l’attività delle imprese agricole. L’esposto arriva dopo la lettera inviata venerdì al governo, con cui è stato chiesto un incontro urgente per affrontare l’impennata dei costi del gasolio e dell’energia alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare.
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