Il governo ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio, ed ha deciso aiuti anche per gli agricoltori e le imprese esportatrici. La proroga costerà 500 milioni di euro, presi dalla tassazione Ets sulle emissioni e dall’aumento dell’Iva. Ma le associazioni dei consumatori parlano di “taglio inadeguato” e “totalmente annullato dai rincari alla pompa”.
Un Consiglio dei ministri di appena 20 minuti ha varato stamani un nuovo decreto legge che proroga le misure di quello approvato il 18 marzo scorso. Il taglio di 20 centesimi al litro delle accise sui carburanti (che con la conseguente riduzione dell’Iva portano a un risparmio finale di 24,4 centesimi) doveva scadere il 7 aprile, ed è stato prolungato fino al primo maggio.
Sono stati prorogati anche i crediti di imposta sul gasolio per i tir e i pescherecci (il 20%), e sono stati estesi all’agricoltura. Nel nuovo decreto sono stati inseriti aiuti per le aziende esportatrici danneggiate dalla crisi causata dalla guerra in Iran.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato stamani che “l’onere è intorno ai 500 milioni. Per 200 milioni c’è l’autocopertura che deriva dall’incremento del gettito Iva, per altri 300 milioni sono risorse che sono state recuperate dalle risorse Ets che non erano state ancora utilizzate”. Il precedente decreto carburanti, quello del 18 marzo, era costato poco più di 500 milioni.
“È una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia e sull’economia – ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni -. Sappiamo che il quadro resta complesso. Per questo il governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione dello scenario internazionale e a lavorare su ogni intervento necessario a proteggere famiglie, imprese e lavoro”.
“Questo decreto tampona la situazione fino al primo di maggio – ha detto il ministro Giorgetti -. Poi gli eventi internazionali sul campo geopolitico, che non dipendono certo da noi, ci suggeriranno eventuali altri tipi di interventi”.
Donald Trump il primo di aprile ha detto che la guerra durerà ancora “due o tre settimane”. Ma se il conflitto dovresse prolungarsi oltre aprile, per l’Italia potrebbero aprirsi scenari da incubo.
Le associazioni delle imprese del trasporto passeggeri lamentano l’assenza nel nuovo decreto di misure per i pullman turistici. L’Unione nazionale consumatori denuncia un “taglio inadeguato per il gasolio”, mentre per il Codacons “l’effetto dello sconto sulle accise disposto dal governo è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa”. L’Adoc scrive che “il governo Draghi, nella precedente crisi, aveva avuto più visione, portando il taglio delle accise a 30 centesimi di euro/litro e abbassando l’Iva del gas al 5%”.
Per il responsabile economia del Pd, Antonio Misiani, “è l’ennesimo intervento tampone di un governo che si limita a galleggiare settimana per settimana”. La Cgil parla di “pannicello caldo”, Mariolina Castellone dei Cinquestelle di “misure del tutto inefficaci”.
Lodano il nuovo decreto carburanti invece le associazioni degli agricoltori, visto che viene esteso il credito di imposta del 20% al gasolio agricolo per il mese di marzo. Per Confagricoltura la misura “contiene il rischio di innescare un’inflazione lungo tutta la filiera agroalimentare”, per Coldiretti e Copagri il decreto salva la stagione delle semine primaverili. Ma per Cia-Agricoltori Italiani resta solo “un primo passo”, che “necessita di sforzi aggiuntivi, quantomeno per i mesi di aprile e maggio”.
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