Dopo il Premio “Storie di Donne” ricevuto lo scorso mese a Roma dall’Associazione Occhio dell’Arte in , arriva in libreria da Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2, la biografia di Ferdinand Porsche: da giovane talento incompreso, a pilastro dell’ingegneria automobilistica mondiale. Sotto forma di romanzo, il libro ripercorre l’eccezionale biografia di una ‘leggenda boema’, definita all’epoca ‘il genio di Stoccarda’, l’ingegnere del secolo’ che però sembra essere stato dimenticato dalla storia.
Il biopic evidenzia l’instancabile curiosità di Porsche, manifestata fin dall’infanzia, attraverso esperimenti domestici e l’ossessione per l’elettricità, che lo porterà ad osare, prevedere il futuro e, senza mai laurearsi, entrare nella leggenda. La narrazione attraversa a doppio filo la sua vita, resiliente e segreta, fatta di cadute e atti di coraggio, con quella pubblica del grande progettista: osannato e molto invidiato, tanto da venire imprigionato in Francia, dopo la Guerra, con l’accusa di collaborazionismo, nonostante il lasciapassare avuto da inglesi e americani.
Il libro è una storia biografica in cui si inseriscono altre ‘sotto storie’, con personaggi dell’epoca e eventi che hanno segnato il 900, come il dramma delle due Guerre mondiali che Porsche attraversa da uomo e da ingegnere con innegabili conseguenze, e vere chicche storiche recuperate nelle biblioteche, attraverso la lunga ricerca compiuta dall’autrice che ha preceduto il romanzo. La Ruggeri racconta la genesi dei progetti di Porsche, in una sorta di continuo backstage dove pubblico e privato si intersecano, senza mai confondersi. Dalla ‘Semper Vivus’ la prima auto ibrida, alle competizioni di velocità, dalle aeronavi fino ai carri armati, dai treni terrestri fino ai trattori e ai bolidi su commissione. Ma Porsche non era solo velocità: era creazione pura. Incredibili progetti e brevetti, migliaia quelli depositati, che le guerre, spesso, interrompono e condizionano. Emergono con forza i legami affettivi: con la moglie Aloisia, conosciuta dal suo primo mentore austriaco Béla Egger, con il figlio Ferry, talentuoso ingegnere, con l’amata figlia Louise e suo marito, Anton Piech, un nuovo figlio per Porsche. La sua tenerezza con i nipoti amati, forse, più di tutto. Il testo celebra questo visionario, timido, schivo, geniale quanto uomo incompreso, capace di coniugare la passione per la velocità con il desiderio di rendere la tecnologia accessibile a tutti con “l’auto del popolo”. Il progetto che nessuno voleva e che noi ancora vediamo sfrecciare, nelle varianti dello storico ‘Maggiolino’.
“Porsche ha avuto tante vite – spiega Christiana Ruggeri – Il suo è un nome che tutti associano al brand che lui ha fondato.
Era necessario conoscere l’uomo che ha fatto tutto questo: ai giorni nostri avremmo considerato quel bambino un plus dotato ribelle, magari affetto da un disturbo dello spettro autistico”, sottolinea. “La storia conferma che era un visionario capace di trasformare i progetti in realtà. Ferdinand Porsche è una figura che andava riscoperta, per un lungo elenco di motivi extra ingegneristici: nessuno come lui credeva nella forza del gruppo, nel concetto di amicizia e lealtà, necessari per fare la storia”, conclude la giornalista.
IL LIBRO
CHRISTIANA RUGGERI – FERDINAND PORSCHE. UN GENIO CAPACE DI SOGNARE
(Giorgio Nada Editore – Giunti, 288 pp E 24,00) –
Automobile Magazine – Italia


























