Ancora tensione sui mercati petroliferi e la benzina self torna oltre 1,8 euro al litro mentre il gasolio supera i due euro. Secondo le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti la benzina self service è venduta a 1,802 euro al litro (+19 millesimi, compagnie 1,806, pompe bianche 1,794), il diesel self service a 2,013 euro al litro (+43, compagnie 2,014, pompe bianche 2,011). La benzina servito è venduta a 1,936 euro al litro (+17, compagnie 1,975, pompe bianche 1,864), e il diesel servito a 2,140 euro al litro (+43, compagnie 2,171, pompe bianche 2,081).
Secondo le rilevazioni elaborate dalla Staffetta il Gpl servito è venduto a 0,703 euro al litro (+1, compagnie 0,714, pompe bianche 0,692), il metano servito a 1,487 euro al kg (+10, compagnie 1,488, pompe bianche 1,486) e il Gnl 1,233 euro al kg (+1, compagnie 1,238 euro al kg, pompe bianche 1,230 euro al kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,886 euro al litro (servito 2,139), gasolio self service 2,066 euro al litro (servito 2,316), Gpl 0,835 euro al litro, metano 1,525 euro al kg, Gnl 1,310 euro al kg.
Ip e Tamoil, rispettivamente le compagnie che – tra le quattro maggiori in Italia – ieri presentavano i prezzi dei carburanti più alti e con il maggiore rincaro dall’inizio della guerra, hanno indicato alla propria rete variazioni al ribasso dei listini. E’ quanto emerge dalle elaborazioni dei dati dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit e delle indicazioni delle principali compagnie di carburanti, aggiornati a oggi mercoledì 11 marzo 2026. Ip ha consigliato ai propri distributori di ridurre di 0,020 euro al litro i prezzi di benzina e gasolio lungo la rete. Tamoil ha invece consigliato di ridurre di 0,010 euro al litro il prezzo del gasolio. In attesa che le raccomandazioni si scarichino sui prezzi applicati, Ip continua intanto a registrare il prezzo più alto sia della benzina, pari a 1,83 euro al litro, che del gasolio a 2,06 euro, condividendo in questo caso il primato negativo con Q8. Guardando alle variazioni dall’inizio della guerra in Iran, per il gasolio l’aumento più significativo si registra lungo la rete Q8 e la rete Tamoil: +34 cents. Per la benzina invece lungo la rete Tamoil, +15 centesimi al litro. Eni si conferma inferma la compagnia con i prezzi più bassi: gasolio 1,95 euro, benzina 1,79 euro al litro. Lungo la rete del cane e sei zampe si registra l’aumento più contenuto dall’inizio del conflitto: +20 centesimi sul gasolio e +10 centesimi sulla benzina.
Meloni, pronti ad aumentare tasse a chi specula sui carburanti
“Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Codacons, con aumenti il pieno diesel costa 14,5 euro in più
Da inizio conflitto il prezzo del gasolio alla pompa è salito complessivamente del 16,8%, portando un pieno di diesel a costare 14,5 euro in più rispetto a fine febbraio. Lo afferma il Codacons sottolineando che dal 27 febbraio, prima dell’attacco all’Iran, il prezzo medio del gasolio in Italia è aumentato di 29 centesimi con un aggravio di spesa da 348 euro annui ad automobilista ipotizzando due pieni al mese. Nello stesso periodo la benzina sale del 7,8%, con un rincaro sul pieno da 6,5 euro e di 156 euro su base annua. Sulla base dei prezzi medi regionali comunicati dal Mimit ed elaborati dal Codacons, oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self ha superato i 2 euro al litro in tutta Italia: i listini medi più elevati si registrano in Friuli Venezia Giulia (2,056 euro al litro), Valle d’Aosta (2,048 euro al litro), Sicilia (2,047 euro al litro), Calabria (2,043 euro al litro), mentre a Bolzano un litro di diesel costa 2,066 euro. In autostrada, sempre in modalità self, il prezzo medio del gasolio sfiora quota 2,1 euro al litro (2,093 euro al litro), conclude l’associazione.
Unc, i prezzi dei carburanti salgono nonostante il calo del greggio
“E’ incredibile che, nonostante il calo di ieri dei prezzi del petrolio, in nessuna regione italiana o nella rete autostradale ci sia stato un calo dei prezzi alla pompa, né per la benzina né per il gasolio. Si tratta dell’ennesima dimostrazione che c’è una speculazione galoppante e che nessuno sta facendo qualcosa per bloccarla” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Nonostante i dati delle medie regionali del Mimit ieri e oggi contenessero errori, ieri per l’Abruzzo e oggi per la Campania, resta il fatto che, dati anomali a parte, nessuno oggi ha abbassato i prezzi” prosegue Dona. “Nella rete autostradale, secondo i dati medi del Mimit pubblicati oggi, la benzina self sfonda il muro di 1,9 euro e costa 1,6 cent al litro in più rispetto a ieri, passando da 1,866 a 1.902 euro. Il gasolio in modalità self service sale di 2,7 cent al litro, da 2,066 a 2,093 euro. Insomma, il problema della doppia velocità non è mai stato affrontato e risolto” aggiunge Dona. “Purtroppo, la nostra ragionevole e responsabile richiesta dei giorni scorsi di intervenire con una riduzione delle accise di almeno 10 cent, visto il mancato intervento del Governo e i continui rialzi, oggi resta valida solo per la benzina, mentre per il gasolio, in deroga all’allineamento delle accise chiesto dall’Ue, dovrebbe arrivare almeno a 20 cent per poter far tornare i prezzi a livelli alti ma tollerabili. In autostrada significherebbe passare, conteggiano anche l’Iva al 22%, dai 2,093 euro di oggi a 1,849 euro al litro, prezzo ancora troppo alto ma inferiore alla media mensile Mase dell’ottobre del 2023 (pari a 1,890 euro). Mentre fuori dalle autostrade scenderebbe all’incirca (vista l’impossibilità di calcolare le medie regionali di oggi sui dati Mimit) sotto 1,77 euro al litro, inferiore alla media mensile del Mase dell’aprile 2024 (1,798 euro al litro)”, conclude Dona.
Automobile Magazine – Italia

























