Il governo ha allo studio “incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche”. “Vogliamo facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato”, spiega il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un messaggio inviato al convegno sul settore automotive organizzato, nella sede dell’Automobile Club di Milano, da Federauto, l’associazione che rappresenta 1.100 concessionarie di auto, veicoli commerciali leggeri, pesanti e autobus.
Urso spiega che “lo scorso anno le immatricolazioni sono calate per auto e veicoli commerciali, registrando per la filiera produttiva italiana una contrazione significativa.
Tuttavia l’andamento ancora crescente delle compravendite dell’usato – osserva – denota come in realtà il mercato chieda prodotti, ma evidentemente l’offerta non incontra il reale potere d’acquisto delle famiglie”. Urso ricorda che “il governo italiano ha dato una scossa all’Unione europea, mettendo in discussione le folli idee del Green Deal”.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in collegamento video, sottolinea che “il governo non vuole assuefarsi alla fase di contrazione strutturale che la filiera dell’auto sta vivendo”: “Nel primo trimestre del 2026 abbiamo avuto qualche segnale positivo, sia sul fronte della produzione sia delle immatricolazioni, in linea con una piccola ripresa dell’economia, ma anche in questo comparto dobbiamo monitorare gli effetti dello choc del conflitto iraniano” afferma Giorgetti.
“Nessun passo indietro sul clima, assolutamente non vogliamo farli, ma non accettiamo di danneggiare interi settori industriali. Vogliamo rispettare in pieno gli obiettivi climatici, ma non c’è solo l’elettrico” ricorda il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, mentre per il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto “l’Italia, con il contributo delle istituzioni e del sistema produttivo, può continuare a svolgere un ruolo importante nella mobilità del futuro”.
Il presidente di Federauto, Massimo Artusi, propone “un nuovo patto tra costruttori e concessionari finalizzato a restituire equilibrio nelle funzioni che ciascun player svolge all’interno del mercato dell’automotive per superare una crisi del comparto resa ancor più grave e incerta dalle ricadute sul sistema logistico globale degli inediti conflitti medio-orientali”. Al governo Federauto chiede che per le auto si riduca “la politica dei bonus che hanno l’inevitabile effetto di distorcere i trend di mercato o di favorire una sola tecnologia, ad esempio la tecnologia Bev”.
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