Pochi dati su tutti bastano per ribadire la crescente importanza della Cina come produttore di automobili. E il valore del Salone di Beijing (Auto China) come vetrina incredibilmente ampia del settore. Tema dell’evento 2026 sarà il ‘Future of Intelligence’ che mette al centro l’intelligenza artificiale, la guida autonoma e le nuove energie.
Quest’anno, dal 24 aprile al 3 maggio saranno infatti presenti oltre 1.500 espositori provenienti da 20 Paesi con stand che occuperanno un’area di ben 380mila metri quadri – cioè 54 campi da calcio – valore che fa di Auto China l’evento automobilistico più grande al mondo.
Un’area che gli organizzatori hanno distribuito tra le due sedi principali, cioè quella del China International Exhibition Center dove saranno presenti oltre 200 brand automobilistici, e quello del Capital International Exhibition Center (progettato da Zaha Hadid) dove si concentrerà la vasta filiera della componentistica, dell’elettronica e del software.
L’importanza dell’evento di Beijing riflette l’andamento del mercato locale e in particolare alla diffusone – supportata dal Governo – dei cosiddetti New Energy Vehvle (Nev) una classificazione che raggruppa i modelli elettrici puri, i plug-in e quelli con range extender (Erev).
Secondo i report della China Passenger Car Association (Ceca), il mix tecnologico nelle immatricolazioni di Nev – si stima che siano state 900mila circa nel solo mese di marzo 2026 con una penetrazione vicina al 53% – vede una crescita delle soluzioni ‘ibride’ rispetto alle elettriche pure.
Oltre alle Phev, che sono a quota 40,1% sul totale dei New Energy Vehicles, nella categoria delle elettrificate ‘non pure’ (cioè che possono essere utilizzate senza contare solo sulla ricarica alla rete) il fenomeno degli ultimi mesi è rappresentato dagli Extended Range Electric Vehicles (Erev) sempre più preferiti dai consumatori cinesi perché eliminano l’ansia da autonomia mantenendo i vantaggi della guida elettrica.
L’attesa per le immatricolazioni di Erev è significativa, anche perché questa categoria può usufruire degli incentivi statali appena ripartiti in Cina. Nel segmento sono particolarmente attivi i brand Li Auto e Aito (partecipata da Huawei) con quest’ultima che ha registrato una crescita del 65,5% dall’inizio del 2026.
Scorrendo un primo elenco delle novità presenti ad Auto China 2026 si ha già la certezza che Bmw porterà all’evento in anteprima mondiale la nuova iX3 Long Wheelbase (passo lungo portato a 3.005 mm) prodotta localmente per il mercato cinese, mentre Jaguar Land Rover svelerà il primo modello sviluppato e prodotto in Cina con Chery per rilanciare lo storico brand Freelander.
Da Smart, che ora una jv tra Daimler e Geely, arriverà invece la tanto attesa city car #2, cioè la piccola elettrica basata su piattaforma ECA che conserverà lo spirito originale della ForTwo, tanto diffusa anche in Italia.
Volkswagen mostrerà a Beijng l’inedita elettrica ID.Unyx 08, il primo modello nato ‘in Cina per la Cina’ dalla collaborazione con XPeng, che utilizza una nuova architettura elettronica sviluppata in soli 18 mesi.
L’industria occidentale – sempre più legata però a produzioni locali, a compartecipazioni o jv con i cinesi – sarà rappresentata anche da Mercedes, Audi, Volvo, Polestar, Tesla e Ford assieme al suo brand premium Lincoln. Ci saranno anche General Motors (che opera in Cina come Saic-GM) attraverso i marchi Buick, Chevrolet e Cadillac.
Dal Giappone arriveranno in Cina Toyota – anche tramite le joint venture Faw Toyota e Gac Toyota – assieme al brand luxury Lexus; Honda che opera in loco come Gac Honda e Dongfeng Honda: Nissan con la jv con Dongfeng e la marca Infiniti e, infine, Mazda che in Cina collabora con Changan. Presenti anche le coreane Hyundai e Kia assieme al brand di lusso del Gruppo Genesis.
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