È il salone dell’auto più grande del mondo e, sempre più, anche il simbolo del nuovo equilibrio globale dell’industria. A Auto China 2026, in scena nella capitale cinese, l’esplosione dei brand locali domina una superficie espositiva di circa 380mila metri quadrati, con oltre 1.400 vetture e decine e decine di nuovi modelli nonché molteplici anteprime tra concept e modelli di serie, mentre gli spazi dei costruttori europei appaiono ridimensionati, specchio di un mercato che ha cambiato gerarchie e velocità.
Il colpo d’occhio restituisce un evento che è insieme vetrina commerciale e laboratorio del futuro: intelligenza artificiale, guida autonoma e mobilità a nuova energia sono i pilastri di un salone che si conferma quello dell’innovazione, della tecnologia e della sostenibilità.
In questo scenario, i costruttori occidentali cercano di difendere posizioni e visibilità, ma devono fare i conti con concorrenti cinesi sempre più forti, capaci di innovare rapidamente e di presidiare ogni segmento, dall’entry level al lusso.
Tra i marchi europei, Audi punta sulla strategia “In China, for China” e porta al debutto il suv elettrico E7X, insieme alle versioni a passo lungo di A6 e A6 e-tron, pensate specificamente per il mercato locale. BMW arricchisce l’offerta con aggiornamenti della Serie 7 e della i7, ma anche con nuovi concept elettrici ad alto contenuto digitale.
Debutto rilevante anche per Mercedes-Benz, che amplia la gamma a zero emissioni con la nuova GLC elettrica, mentre Volkswagen presenta alcune varianti ID, compreso il concept ID Jetta, anticipazione di una berlina elettrica sviluppata per il mercato cinese. Presente anche Horse Powertrain con soluzioni ibride di nuova generazione.
Poi c’è la Cina, vera protagonista della rassegna. Great Wall Motor (GWM) schiera i marchi Haval, Ora, Tank, Wey e Poer, con modelli come il Tank 700 Hi4-Z.
Geely si conferma uno dei gruppi più articolati, con Zeekr, Lynk & Co e Smart: tra le novità il suv Zeekr 9X, la 009 Grand e la concept Smart #2.
Chery accelera con Omoda e Jaecoo, mentre BYD domina con Atto 3, Seal 08 e il marchio Denza, presente con la supercar Z, un bolide dalle linee sinuose capace di sprigionare una potenza superiore ai 1.000 cv.
Tra i protagonisti emergenti, Leapmotor porta la B05 e un maxi-suv, mentre Xiaomi segna uno dei passaggi più simbolici dell’intero salone: dopo l’ingresso nel settore con la berlina elettrica SU7, il gruppo amplia la gamma con nuove varianti ad alte prestazioni e versioni evolute sul piano software, oltre ad anticipazioni di futuri modelli — inclusi i suv — che puntano su integrazione totale tra ecosistema digitale, guida intelligente e servizi connessi.
Il risultato è una fotografia chiara: il baricentro dell’auto mondiale si è spostato. Pechino non è più soltanto una vetrina, ma il luogo dove si definiscono linguaggi, tecnologie e modelli di business. E dove i costruttori europei, un tempo protagonisti assoluti, sono chiamati a rincorrere.
Automobile Magazine-ITALIA




















