I produttori cinesi stanno
aumentando la loro presenza in Europa: si prevede un aumento di
0,8 milioni di veicoli entro il 2030 con una quota di mercato
dal 9% al 13%. E’ il quadro delineato da AlixPartners
nell’evento dal titolo “Automotive 2026, La svolta è adesso. Non
c’è più tempo!”, promosso da #ForumAutoMotive, il movimento di
opinione sui temi legati alla mobilità a motore ideato dal
giornalista Pierluigi Bonora. Al centro dell’iniziativa le
criticità vissute dal mercato nazionale ed europeo delle quattro
ruote, l’avanzata dei brand cinesi, l’impatto della crisi
sull’occupazione e le ultime evoluzioni sul pacchetto auto della
Commissione Ue. Dal settore un appello alla Ue: il settore ha
espresso congiuntamente un messaggio univoco: non c’è più tempo,
occorre una svolta, adesso.
In Italia – spiega AlixPartners – la quota dei brand cinesi è
passata dal 3% nel 2024 al 6% nel 2025, raggiungendo il 7%
nell’ultimo trimestre grazie alla crescita di Byd, Chery e
Leapmotor. Parallelamente, in Europa persiste una condizione di
sovraccapacità produttiva destinata a intensificarsi, anche alla
luce della progressiva localizzazione dei produttori cinesi nel
continente, con un conseguente aumento della pressione
competitiva su un’industria già in forte sofferenza.
“Il quadro per l’industria occidentale resta
particolarmente sfidante: nel contesto attuale di volumi
stagnanti e sovraccapacità, i produttori cinesi guadagnano quote
di mercato a discapito dei costruttori europei e la filiera sarà
messa sotto pressione anche dall’arrivo dei fornitori cinesi
abituati a operare con strutture molto snelle, focalizzate su
rapidità ed efficienza e facendo leva sull’intelligenza
artificiale, in risposta alla forte pressione sui prezzi cui
sono abituati in Cina”, ha evidenziato Emanuele Cordone di
AlixPartners.
Automobile Magazine-ITALIA
























