L’annuncio
dell’approvazione in Cile di un inedito aumento del 32% del
prezzo della benzina e del 62% del prezzo del diesel a partire
dal prossimo giovedì sta generando fortissime polemiche e
reazioni contro il governo di José Antonio Kast a poche
settimane dal suo insediamento.
La misura è stata comunicata martedì dal ministro delle
Finanze Jorge Quiroz, in risposta all’impatto dell’incremento
del prezzo internazionale del petrolio dovuto al conflitto in
Medio Oriente. “Questo è probabilmente uno dei più grandi shock
per il mercato petrolifero globale che abbiamo mai visto…
stiamo affrontando una crisi storica”. Il Cile è uno dei paesi
più colpiti dalle fluttuazioni dei prezzi internazionali, dato
che deve importare oltre il 90% del suo fabbisogno di petrolio”,
ha affermato Quiroz.
Il governo si difende affermando anche che le finanze
pubbliche non sono in grado di compensare con sussidi
l’incremento del prezzo delle benzine. In un post sui social
della Segreteria del Governo, poi cancellato per le polemiche,
si parlava anche di “Stato in rovina con le casse completamente
vuote” per colpa della precedente amministrazione di Gabriel
Boric.
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