Un ultimatum di dieci giorni per
sospendere le autorizzazioni all’uso degli autovelox sulle
strade della provincia e fornire tutta la documentazione
tecnica, pena il ricorso alle vie legali. È il contenuto della
diffida ufficiale inviata dall’associazione nazionale Altvelox,
a firma del presidente Gianantonio Sottile Cervini, al prefetto
di Teramo, Fabrizio Stelo. Al centro della contestazione c’è il
recente decreto prefettizio del 9 marzo scorso, che aggiorna e
autorizza l’installazione dei dispositivi per il rilevamento a
distanza della velocità – senza obbligo di contestazione
immediata – su diverse tratte del Teramano. Secondo
l’associazione, il documento si limiterebbe a una “affermazione
generale”, mancando delle rigorose e puntuali verifiche imposte
dal Decreto del Ministero dei Trasporti dell’11 aprile 2024.
La nuova normativa nazionale, ricorda Altvelox, impone che
ogni singola postazione sia giustificata da dati analitici,
concreti e verificabili: l’elevato tasso di incidentalità nel
quinquennio precedente, le difficoltà strutturali che
impediscono di fermare i veicoli in sicurezza e la
documentazione sulle velocità operative. Requisiti che, accusa
l’associazione, non sarebbero stati resi pubblici o dimostrati
in forma analitica nel provvedimento teramano.
Richiamando un recente provvedimento della Prefettura di
Napoli, che ha sospeso decreti analoghi, Altvelox chiede
l’immediato riesame in autotutela del decreto teramano e la
disattivazione degli apparecchi non conformi. Contestualmente, è
stata presentata una richiesta di accesso agli atti per ottenere
le relazioni istruttorie della Polizia Stradale, i dati sugli
incidenti e i certificati di omologazione e taratura di ogni
singolo misuratore. Se entro dieci giorni la Prefettura non
fornirà risposte motivate e documenti oggettivi, l’associazione
annuncia battaglia nelle competenti sedi giudiziarie per
tutelare gli automobilisti.
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