Il taglio delle accise sui carburanti
prorogato oggi dal Consiglio dei ministri, invariato per il
gasolio (20 centesimi al litro) e sceso a 5 centesimi per la
benzina, è “una vergogna. Una beffa. Ci avevano illuso che il
taglio sulle accise sul gasolio sarebbe salito, invece è rimasto
lo stesso, nonostante anche oggi, peraltro in modalità self
service, superi i 2,1 euro al litro in autostrada (2,114) e i 2
euro nelle strade (2,052)”. Lo afferma Massimiliano Dona,
presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Evidentemente
non si rendono conto che oggi l’Istat ha comunicato
un”inflazione congiunturale dell’1,2%, un record che non si
aveva dall’ottobre 2022 per via della guerra in Ucraina.
Fregarsene, lasciando i prezzi del gasolio così alti, è un atto
irresponsabile” conclude Dona. “Quanto alla benzina aggiunge
Dona -, era giustificato uno sconto inferiore a 20 cent, ma non
si è ben capito dalla conferenza stampa se il “taglio di 5
centesimi delle accise” significa che scendono da 20 a 15 cent o
da 20 a 5 cent. Nel primo caso significa che, in autostrada,
nell’ipotesi di prezzi industriali costanti, la benzina salirà
da 1,801 euro a 1,862 euro, un prezzo alto ma ancora
sostenibile, equivalente alla media annua record del 2023, pari
a 1,865 euro, mentre nelle strade normali passerà da 1,746 euro
a 1,807 euro. Se invece si fosse passati da 20 a 5 cent, ci
troveremmo di fronte a una scelta sciagurata perché vorrebbe
dire che in autostrada decollerà da 1,801 euro a 1,984 euro,
quasi 2 euro, mentre nelle strade normali passerà da 1,746 euro
a 1,929 euro. Un balzo astronomico”.
Codacons, benzina arriverà a 1,929 euro al litro, 18,3 cent in più
“La diminuzione del taglio delle accise sulla benzina a 5 centesimi di euro, qualora non consideri anche l’Iva, porterà un litro di verde a costare 18,3 centesimi di più rispetto a oggi, in media 9,15 euro in più su un pieno, con il prezzo che, ai livelli odierni dei listini alla pompa, salirà dal prossimo 2 maggio a 1,929 euro al litro, mentre in autostrada il prezzo medio raggiungerà 1,98 euro al litro”. Lo afferma il Codacons, che fornisce i dati sull’impatto della misura varata dal Consiglio dei ministri. “La riduzione dello sconto sulle accise per la benzina decisa oggi dal governo costerà complessivamente agli italiani 92 milioni di euro solo a titolo di maggiori accise”, prosegue l’associazione dei consumatori. “Se si considera la quantità media di benzina venduta ogni giorno solo sulla rete ordinaria italiana (strade e autostrade), la misura del governo costerà agli italiani, solo a titolo di maggiori accise, 4,37 milioni di euro al giorno, circa 92 milioni di euro nei 21 giorni di durata del provvedimento”, calcola il Codacons. “Si tratta di una stangata per i circa 17 milioni di italiani che circolano con una auto alimentata a benzina, e dovranno fare rifornimenti a prezzi sensibilmente più elevati rispetto a quelli in vigore oggi, spendendo oltre 9 euro in più a pieno”, conclude l’associazione.
Automobile Magazine – ITALY




















