Solo 3 consiglieri e non potranno
essere né Presidente né a.d, così il Governo interviene su
Pirelli con un nuovo decreto Golden Power che limita fortemente
l’influenza del socio cinese sulla governance del gruppo
italiano. In attesa della pubblicazione del decreto è quanto si
apprende dopo il Consglio dei Ministri di giovedì. Per
tutelare nuovamente le tecnologie di cui dispone la società, in
particolare il Cyber Tyre il Governo ha limitato l’influenza di
Cnrc e imposto la presentazione di una lista per il rinnovo del
Cda – composto di 15 membri in totale – limitata a tre
amministratori, di cui due indipendenti, e senza la possibilità
di rivestire cariche apicali. Si arriva così, con il nodo
governance risolto, in vista del 16 aprile, quando il cda si
riunirà per l’approvazione del progetto di bilancio 2025 e per
la delibera di convocazione dell’assemblea. Il 30 gennaio
Camfin aveva notificato all’ufficio Golden Power l’intenzione di
non voler rinnovare il patto con i cinesi, in scadenza il 18
maggio. Da quel momento il Governo ha cercato il dialogo, si è
confrontato con i rappresentanti di Pirelli e dei suoi maggiori
soci, China National Tire and Rubber Corp, la controllata di
Sinochem che detiene il 34,1% del gruppo degli pneumatici, e
l’italiana Camfin col suo azionista di peso Marco Tronchetti
Provera per trovare un assetto a tutela dello sviluppo
tecnologico e dell’autonomia di Pirelli. Cyber Tyre, la
tecnologia già ritenuta strategica dal Golden Power con
l’intervento del 2023, è a rischio per l’introduzione delle
norme Usa sui veicoli connessi, che vietano software e hardware
di società con soci cinesi rilevanti. Le posizioni sono però
rimaste sempre lontane. Nel frattempo la partecipazione
detenuta da Mtp/Camfin ha raggiunto il 26,18% con la
preannunciata intenzione di salire fino a un massimo del 29,9
per cento.
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