Si sarebbe rifornito di gasolio,
circa 400.000 litri in tutto, da raffinerie dell’Est Europa che
faceva arrivare in Italia su gomme o rotaia, utilizzando
documenti che attestavano falsamente il trasporto di liquido bio
anticorrosivo, esente da imposte.
Era il meccanismo, secondo la Procura di Catania, realizzato
da un imprenditore siciliano e da suoi quattro presunti complici
indagati per sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise
sui prodotti energetici. Nei loro confronti la guardia di
finanza ha eseguito, nelle province di Catania, Siracusa, Enna,
Cesena e Roma, un’ordinanza di custodia cautelare e sequestrato
beni per 235.000 euro, 143.000 litri di prodotti energetici, un
deposito abusivo, sette tank container, trattori, semirimorchi e
58 cisterne.
Al centro delle indagini l’imprenditore di Adrano del
settore dei trasporti e della logistica, Alfredo Carcagnolo, di
38 anni, a cui la Procura contesta anche di essersi
approvvigionato di gasolio agevolato a uso agricolo, con la
complicità di Armando Grillo, 73 anni, e di una cooperativa di
Biancavilla amministrata da Rocco Di Primo, 51 anni, con cui
però riforniva i suoi mezzi aziendali, con significativi
risparmi di imposta visto che quel carburante ha aliquote
ridotte rispetto a quelle previste per l’autotrazione.
Secondo le indagini del nucleo Pef delle Fiamme gialle di
Catania, Carcagnolo, grazie all’intermediazione di Andrea
Morroni, di 78 anni, titolare della società inglese Oil & Oil
trading Ltd, si sarebbe rifornito di circa 400mila litri di
gasolio di tre raffinerie dell’Est Europa facendoli entrare in
Italia come ‘liquido bio corrosivo’, prodotto esente da imposte,
con la complicità di tre autisti, uno dei quali è Piero Puglisi,
di 39 anni.
A conclusione delle indagini delle Fiamme gialle, su
richiesta della Procura etnea, il Gip di Catania ha disposto
l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per
Carcagnolo e Puglisi e il divieto di esercitare attività di
impresa per Morroni, Grillo e Di Primo. Disposto anche il
sequestro delle imprese che, secondo l’accusa, sarebbero
coinvolte nella frode: la Tir international, la Logistica zero e
la New logistica di Adrano, amministrate da Carcagnolo, fino a
complessivi 235mila euro. La Tir internazionale è stata anche
sequestrata per ‘responsabilità amministrativa dell’ente’ perché
società di capitale nel cui interesse e vantaggio, secondo la
Procura, “è stato attuato il sistema illecito”.
Automobile Magazine – Italia

























