Il governo francese ha annunciato un imponente pacchetto di misure destinate all’ambiente e – nello specifico – ad accelerare l’elettrificazione del settore automobilistico. Al centro del programma, spiegano le autorità, ci sono provvedimenti normativi e sostegni economici che entreranno in vigore dal gennaio 2027. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è duplice: abbattere le emissioni di gas serra in linea con i target europei e, al contempo, tutelare il tessuto produttivo dell’Europa e salvaguardare la competitività delle piccole e medie imprese. Elemento ‘forte’ dell’intero pacchetto è quello che riguarda il comparto dei veicoli commerciali leggeri, fondamentale per la logistica urbana e l’artigianato. Per l’acquisto di furgoni e utilitari elettrici prodotti nel Vecchio Continente, lo Stato francese metterà a disposizione un sostegno economico che potrà raggiungere gli 11.000 euro. Queste significative sovvenzioni – sottolinea il Governo – non mira solo a decarbonizzare l’ultimo miglio delle consegne, ma introduce un chiaro criterio di preferenza geografica, volto a sostenere la filiera automotive europea di fronte alla crescente concorrenza asiatica e americana. Per superare le barriere economiche che frenano nel caso delle imprese ‘minori’ la transizione verso l’elettrico, il Governo ha creato anche a uno strumento finanziario ad hoc per il mondo business. Si tratta di un piano di prestiti agevolati rivolto alle piccole imprese, con la finalità non secondaria di facilitare il rinnovo del parco circolante. Questa misura permetterà ad artigiani, commercianti e microaziende di accedere al credito a tassi d’interesse fortemente ridotti o azzerati. La strategia governativa francese affronta in modo strutturale anche il nodo cruciale delle infrastrutture di ricarica, private e aziendali. Chi vorrà installare colonnine e stazioni di ricarica pilotabili (smart charging) otterrà un contributo di 500 euro per ogni punto di ricarica. Queste colonnine intelligenti – sottolinea il governo – sono in grado di dialogare con la rete elettrica, avviando la ricarica nei momenti di minore richiesta energetica o di massima produzione da fonti rinnovabili, ottimizzando i costi in bolletta. L’esecutivo ha anche deciso di intervenire con fermezza sul problema della giungla tariffaria delle ricariche pubbliche. Dal 2027 scatteranno nuove e severe obbligazioni di trasparenza sui prezzi. I gestori delle infrastrutture saranno obbligati a esporre tariffe chiare, confrontabili e prive di costi nascosti, equiparando l’esperienza di rifornimento elettrico a quella dei carburanti tradizionali.
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