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Ankara chiede che il suo settore automobilistico sia nel Made in Europe

IT

La Turchia vuole che il suo
settore automobilistico possa essere incluso nel ‘Made in
Europe’, un piano dell’Unione europea che ha l’obiettivo di
spingere le aziende di alcuni settori specifici, tra cui quello
automobilistico, a servirsi di componenti prodotti in Europa per
ottenere finanziamenti pubblici. Il ministro del Commercio
turco, Omer Bolat, si è recato nei giorni scorsi a Bruxelles per
promuovere la piena inclusione dell’industria automobilistica
turca nel quadro normativo ‘Made in Europe’ proposto dall’Ue. In
seguito a incontri con funzionari europei, Bolat ha dichiarato
che continuerà a lavorare “per garantire che l’industria
automobilistica turca sia inclusa in tutte le disposizioni
dell’Industrial Accelerator Act”, riferisce Hurriyet.
   
La bozza sul piano ‘Made in Europe’, che non è ancora stato
adottato, riconosce nelle sue disposizioni generali la
possibilità di utilizzare componenti provenienti da Paesi che
sono partner di unioni doganali con l’Ue, come la Turchia che da
circa 30 anni ha un accordo commerciale con Bruxelles. Secondo
il quotidiano turco Hurriyet, Ankara tuttavia sostiene che
permangano delle restrizioni nelle norme specifiche per il
settore automobilistico e sta sollecitando modifiche per
garantire che i produttori turchi siano pienamente tutelati
anche quando il piano ‘Made in Europe’ verrà adottato.
   
Il commercio annuo tra la Turchia e l’Ue ha un valore di 205
miliardi di euro, di cui 55 miliardi relativi al settore
automobilistico, ha dichiarato alla stampa nei giorni scorsi
Bolat mentre si trovava a Bruxelles. Il ministro ha affermato
che quasi il 75% della produzione automobilistica turca
appartiene ad aziende europee, sottolineando che “le aziende
automobilistiche europee con sede in Turchia, così come quelle
che esportano veicoli verso la Turchia, danno lavoro a quasi
250.000 persone in Europa”.
   

Automobile Magazine-Italia

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