Ci sono strade che profumano di storia e di motori, dove ogni curva racconta le imprese di chi le ha percorse prima di noi. Le strade del Rallye Sanremo sono proprio così: leggendarie, tecniche e capaci di regalare emozioni indescrivibili. Quest’anno, anche noi, l’equipaggio Cambiaghi-Paganoni, siamo stati protagonisti di questa avventura, affrontando l’ultima e decisiva sfida del Trofeo Lancia 2026 e del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco al volante della nostra Lancia Ypsilon Rally4 HF. Una gara ancora più speciale perché ci giocavamo il titolo del Trofeo insieme ad altri quattro equipaggi: De Antoni, Ardizzone, Di Giovanni e Francia. Cinque equipaggi, un solo vincitore e tanta adrenalina! Nonostante fosse la mia terza volta su queste strade, percorrerle è stato ancora una volta emozionante. Mi sono tornati alla mente i video delle sfide epiche del passato, le battaglie tra piloti italiani e stranieri e quelle imprese che hanno fatto la storia dei rally. Una sensazione bellissima, quasi quella di poter entrare, anche solo per un momento, in quella storia e viverne una piccola parte in prima persona. Due giorni di ricognizioni, altrettanti di gara e oltre 150 chilometri cronometrati ci aspettavano, con dieci gomme a disposizione e una sfida tutta da vivere. Nel paddock Lancia era presente anche la mitica Delta Totip, guidata da Alex Fiorio, in omaggio al campione recentemente scomparso. Un ricordo toccante, condiviso durante il briefing pre-gara anche da amici e compagni di squadra, tra cui il due volte campione del mondo rally Miki Biasion. Un momento che ci ha ricordato quanto siano profonde le radici di questo sport e quanto sia importante continuare a coltivare la passione.
Durante il briefing si è svolto anche il tradizionale sorteggio dell'”oro nero”, le gomme messe in palio da Michelin. Questa volta la fortuna non è stata dalla nostra parte, ma ho detto subito a Moreno che forse ci avrebbe assistito più avanti, quando sarebbe servito davvero. Sabato mattina, sveglia presto e direzione San Romolo per lo shakedown, su una strada stretta e famosa per la sua “radice”, capace di scomporre le vetture e farle saltare ad alta velocità. Le prime sensazioni sono state positive e, dopo tre passaggi per valutare regolazioni e pneumatici, ci siamo preparati alla partenza. La prova spettacolo di Portosole ci ha regalato subito una bella soddisfazione, con il secondo tempo tra le due ruote motrici. Poi è arrivata la notte, con le storiche prove del Colle d’Oggia e di Rezzo: il rombo del motore che riecheggia tra le montagne, il buio squarciato dai fari supplementari e l’adrenalina che sale curva dopo curva. Un’esperienza incredibile, da vivere con il giusto equilibrio tra ritmo e concentrazione. A fine giornata siamo arrivati stanchi, con sensazioni contrastanti: alcune cose erano andate bene, ma avevamo perso secondi preziosi. Il rally, però, era ancora lungo e la domenica ci attendevano oltre 110 chilometri cronometrati su prove storiche e impegnative come Bignone, Vignai, Langan e Bajardo, rese ancora più insidiose da sassi, ghiaia e foglie. Il nostro obiettivo era dare il massimo, divertirci e costruire il risultato prova dopo prova. Dopo le prime quattro speciali, non del tutto soddisfatti, abbiamo sfruttato il parco assistenza per modificare alcune regolazioni della vettura e cercare di “cucircela” meglio addosso. Nel frattempo, la lotta per il Trofeo si era ristretta: Di Giovanni e Francia erano fuori dai giochi e la sfida proseguiva tra noi, De Antoni e Ardizzone. Restavano quattro prove speciali, circa 55 chilometri cronometrati e tutto poteva ancora succedere. Sulla Bignone abbiamo visto la vettura di De Antoni ferma dopo un’uscita di strada, senza conseguenze per l’equipaggio. La tensione è salita, ma sapevamo di non poter abbassare la guardia: ogni errore avrebbe potuto compromettere tutto. Con Ardizzone in una posizione favorevole per conquistare il Trofeo, noi eravamo virtualmente al comando della categoria Master, riservata ai piloti tra i 25 e i 35 anni. Abbiamo affrontato gli ultimi chilometri con grande attenzione, cercando di evitare forature ed errori, fino al traguardo di Sanremo. Il verdetto ci ha regalato il secondo posto assoluto nel Trofeo Lancia 2026 e la vittoria nella categoria Master, permettendoci inoltre di confermare il terzo posto assoluto nella classifica delle due ruote motrici del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. Una soddisfazione enorme, frutto di impegno, sacrifici e passione, resa ancora più speciale dal successo della nostra scuderia Bluthunder, vincitrice assoluta della classifica CIAR dedicata alle scuderie. Un weekend importante anche per Lancia, con la vittoria del driver ligure Fabio Andolfi insieme all’esperto navigatore Marco Menchini a bordo della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale preparata dal Team D-Max. Qui è stato assegnato anche il titolo assoluto, andato all’equipaggio Daprà-Guglielmetti che con la loro Škoda Fabia RS Rally2 sono riusciti a imporsi in alcuni dei rally più impegnativi della stagione come il Targa Florio e il Rally di Roma Capitale. Un applauso va a Nicolò Ardizzone e Alessandro Scartabelli, che hanno conquistato il Trofeo Lancia 2026, e a Gobbin, vincitore della categoria Expert. Complimenti a tutti i partecipanti, con cui in questi mesi abbiamo condiviso non soltanto la competizione, ma anche tante risate, momenti difficili e bellissimi ricordi in giro per l’Italia. È stato un percorso intenso, tra meteo incerto, scelte sugli pneumatici spesso alternative, soddisfazioni e qualche delusione. Ed è proprio questo il bello dei rally: non esistono gare uguali, ogni prova ti mette alla prova e ogni chilometro lascia qualcosa. Un grazie di cuore a MC Sport&Events, Autotecnica2 e alla scuderia Bluthunder per il sostegno, la fiducia e il lavoro che ci hanno accompagnato durante tutta la stagione. Grazie anche a chi ci ha sostenuto, a chi ha lavorato dietro le quinte e a tutti coloro che hanno condiviso con noi questa avventura: senza di voi, raggiungere questi traguardi non sarebbe stato lo stesso. Si chiude così la seconda edizione del Trofeo Lancia, una stagione ricca di adrenalina, concentrazione ed emozioni vissute fino all’ultimo chilometro. Torniamo a casa soddisfatti, con nuove esperienze nel bagaglio e tanta voglia di capire come affrontare la prossima stagione. Ci prenderemo qualche mese per ricaricare le energie, ma la passione è già pronta a ripartire. Perché basta abbassare la visiera, sentire il motore che si accende e affrontare la prima curva per ricordarci perché amiamo così tanto questo sport. Grazie di cuore a tutti per aver fatto parte di questo viaggio. Ci vediamo alla prossima sfida, con la stessa passione e ancora più adrenalina!
Per approfondire Agenzia Trofeo Lancia 2026, il nostro diario di bordo La seconda edizione vissuta dall’abitacolo, raccontata dalla navigatrice
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