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Intesa all'Eurocamera su auto e industrial accelerator Act

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Un accordo “decisivo”, una svolta “storica” per il futuro dell’automotive europeo. E’ un’intesa strappata a tarda notte quella annunciata tra Popolari, Socialdemocratici e Liberali all’Eurocamera per rivedere, una volta per tutte e insieme, lo stop ai motori a combustione dal 2035, già ammorbidito lo scorso dicembre da Bruxelles per venire incontro alle richieste dell’industria e del centrodestra. Divisa su tanti fronti, la ‘maggioranza Ursula’ prova a ricomporsi – anche senza il sostegno dei Verdi – nel nome del principio di “neutralità tecnologica” e dei “biocarburanti”. L’accordo è arrivato al termine di un lungo negoziato, nel quale “le proposte italiane hanno avuto un ruolo determinante”, come rivendicato da Massimiliano Salini di Forza Italia, responsabile per l’Eurocamera sul delicato e divisivo dossier. L’intesa prende le mosse da quanto concordato la scorsa settimana dai leader francese e tedesco, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. Ma si spinge anche oltre: a partire dal 2035, la riduzione delle emissioni allo scarico delle nuove auto dovrà essere dell’87,5%, mentre un ulteriore 7,5% potrà essere compensato attraverso l’impiego di acciaio ‘green’. Rimarrà così un 5% di emissioni non soggetto a ulteriori vincoli, lasciando di fatto aperta la porta all’immatricolazione di veicoli con motore a combustione anche dopo la tagliola del 2035, nel più grande cambio di rotta sul Green Deal finora varato a Bruxelles. Salini rivendica l’introduzione, dal 2030, di una nuova categoria dedicata ai veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili che potranno essere considerati a zero emissioni, al pari di quelli elettrici. L’intesa supera i “divieti ideologici e afferma il principio della neutralità tecnologica”, nelle parole dell’eurodeputato forzista, Salvatore De Meo, ma per la capogruppo S&D, Iratxe García Pérez, dettagli e condizioni dovranno ancora essere oggetto di confronto tra i tre gruppi di maggioranza e all’interno degli stessi Socialisti. Il compromesso non riguarda solo i motori termici ma si estende anche agli altri due file del pacchetto automotive: la proposta per elettrificare le flotte aziendali e il pacchetto per rafforzare la filiera europea delle batterie. L’accordo dovrebbe inoltre consentire di sbloccare l’impasse sui criteri di ‘preferenza europea’ previsti dall’Industrial Accelerator Act e, secondo quanto riferito dalla presidente dei Liberali, Valérie Hayer, il compromesso potrebbe comprendere anche possibili aggiustamenti alle norme sull’Ets2, il secondo mercato del carbonio che dal 2028 dovrebbe applicarsi ai trasporti su strada e agli edifici. Intanto, l’intesa politica dovrebbe spianare la strada, giovedì, al via libera della plenaria del Parlamento europeo alla revisione dei parametri di riferimento dell’Ets per il periodo 2026-2030, concedendo più quote gratuite alle industrie.

Automobile Magazine-Italia

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