“Oggi il principale focus è la
decarbonizzazione, sviluppare tecnologie specifiche e soluzioni
per ridurre l’impatto ambientale”. Un obiettivo, quello indicato
all’ANSA da Juha Kytola, Director, R&D and Engineering globale
della Wartsila, che si raggiunge “con nuovi carburanti e con
l’integrazione di soluzioni ibride nei motori”.
Fermo restando che “l’obiettivo di Wartsila non è produrre
questi carburanti ma studiare metodi perché la loro applicazione
sia efficiente per l’ambiente” dunque senza alcuna implicazione
logistica.
I carburanti alternativi ai quali si lavora sono di tre tipi:
quelli ad alcol come etanolo e metanolo, che si producono da
biorisorse o sinteticamente; i biocarburanti di tipo liquido
ricavati da piante o oli, o gassoso come il metano e infine
quelli che non hanno atomi di carbonio come idrogeno e
ammoniaca. Questi ultimi in particolare, “sono oggetto di studi
e ricerche realizzati a Trieste”.
In Italia in generale e a Trieste in particolare, per Kytola,
“esiste una lunga tradizione e un ottimo livello di know how in
ricerca e tecnologia ingegneristica e motori, con università che
sviluppano lavori di alto livello di progettazione nella
motoristica”. Ne discendono collaborazioni con varie università
tra le quali anche quella di Trieste. Nel capoluogo giuliano,
inoltre, Wartsila ha realizzato “un laboratorio molto
sofisticato che è un asset fondamentale, utilizzato per testare
le tecnologie sia a livello di funzionamento dell’ intero motore
che dei singoli componenti”.
Automobile Magazine – ITALIA






















