Ad aprile le vendite al mercato dei
prodotti petroliferi si sono attestate a 4,1 milioni di
tonnellate, in calo del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2025
(-90.000 tonnellate), largamente ascrivibili al continuo
deteriorarsi della componente carica petrolchimica. Lo rende
noto l’Unem precisando che la mobilità, nonostante la crisi
dello Stretto di Hormuz e la pressione sui prezzi, si mantiene
sugli stessi livelli del 2025 con una crescita ancora
significativa della benzina.
Più nel dettaglio, la benzina registra un progresso del 7,3%
(+54.000 tonnellate), non solo per la crescita delle
immatricolazioni delle auto ibride a benzina, ma anche per un
livello di prezzi al consumo che, in parte grazie al taglio di
accisa (-24,4 centesimi Iva compresa), non sono stati molto
lontani da quelli dell’aprile dello scorso anno (+1,8 centesimi
euro al litro). Diverso il discorso per il gasolio motori che
complessivamente rileva un calo del 2,6% (-50.000 tonnellate),
con il canale rete che segna un +0,4% (+5.000 tonnellate),
mentre quello extra-rete un -7,2% (-64.000 tonnellate). Un
livello di prezzi superiore a quello dell’aprile 2025 (+46
centesimi euro al litro) che nonostante il taglio di accisa,
rileva l’Unem, ha pesato in particolare sulle scelte degli
autotrasportatori.
Il jet fuel ad aprile è risultato allineato con aprile 2025
per la componente delle vendite ad uso civile, segnale che nel
mese non ha risentito degli aumenti di prezzi né di timori di
una sua possibile mancanza di disponibilità.
Automobile Magazine – ITALIA






















