Codacons, ‘le preghiere non fanno scendere i listini dei carburanti’
Per far scendere i prezzi dei carburanti non bastano appelli e preghiere, ma serve intervenire con sanzioni salatissime contro le speculazioni e tassando gli extra-profitti dei petrolieri. Lo afferma il Codacons dopo l’incontro tra il Mimit e le compagnie petrolifere, da cui sarebbe emerso un generico invito da parte del ministero ad abbassare i prezzi quando il petrolio scende. Esattamente come previsto dal Codacons i listini dei carburanti oggi non solo non sono scesi, ma sono addirittura saliti nonostante il crollo registrato ieri nelle quotazioni del petrolio, col gasolio che si avvicina ai 2,2 euro al litro in tutta Italia. – spiega l’associazione – Quando però il petrolio è aumentato subito dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, i prezzi di benzina e gasolio alla pompa hanno registrato un rincaro immediato. Questo a causa del fenomeno della doppia velocità dei prezzi dei carburanti che il Codacons ha scoperto e denunciato in tempi non sospetti e che arreca danni economici enormi agli automobilisti. Per questo riteniamo che appelli e preghiere non servano ad abbassare i prezzi ai distributori, mentre ciò che serve realmente è sanzionare pesantemente le speculazioni sui carburanti e reperire risorse per tagliare i listini attraverso una tassazione degli extra-profitti incamerati in Italia dai petrolieri, conclude l’associazione.
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