La posizione del colosso Toyota (numero uno al mondo anche nel 2025) nei confronti della decarbonizzazione della mobilità privata è chiara, e come ha detto più volte anche il presidente Akio Toyoda, prevede l’utilizzazione di tutte le tecnologie disponibili.
Una scelta, quella del ‘non solo elettrico’, che è stata ribadita da Didier Leroy, presidente del consiglio di amministrazione di Toyota Motor Europe durante un evento organizzato dall’Automobile Club di Francia.
“La nostra risposta al tutto elettrico è no” – ha sottolineato – e la soluzione non può che essere un approccio multitecnologico visto che “l’ibrido permette di ridurre le emissioni di CO2 senza dipendere dall’estrazione massiccia di metalli rari per le batterie”.
I pilastri della strategia di Toyota Toyota prevede tutte le soluzioni praticabili, che l’azienda continua a sviluppare parallelamente. Sono l’ibrido (Hev), l’ibrido ricaricabile (Phev), l’elettrico a batteria (Bev) ma anche l’idrogeno (Fcev) per “rispondere ai bisogni vari dei diversi mercati del mondo”.
L’efficacia dell’ibrido nella decarbonizzazione, ribadisce l’azienda, è immediata e permette di ridurre le emissioni di CO2 senza dover passare ai più costosi modelli Bev, senza richiedere batterie molto grandi e senza infrastrutture di ricarica.
Sebbene l’Unione europea avesse inizialmente visto una fine di motori termici per il 2035, le recenti modifiche permetteranno di conservare una parte di veicoli ibridi o di utilizzare carburanti di sintesi, evoluzione questa che sembra validare la strategia di Toyota.
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