A quasi cinque anni dalla presentazione come concept all’evento International Import Expo (CIIE) di Shanghai in Cina e dopo un intenso programma di sviluppo, l’Apollo Evo V12 – evoluzione dalla precedente Intensa Emozione – entra finalmente in produzione.
Questo per la felicità dei dieci facoltosi appassionati che hanno acquistata la nuova hypercar ‘track only’ (cioè non omologata per la strada e da guidare solo in pista). L’auto con telaio 001 è stata completata e l’attesa per questa aggressiva hypercar smette di essere stressante per i clienti, visto che ora il problema minore sarà per loro quello di saldare alla consegna una fattura che sfiora i 4 milioni di euro. Per la Evo V12 il costruttore tedesco Apollo – nato nel 2004 come Gumpert Sportwagen Manufaktur – ha esaltato ulteriormente il carattere radicale e prestazionale della Intensa Emozione, adottando una variante potenziata da 770 a 800 Cv dello stesso propulsore aspirato V12 6.3 fornito dalla italiana Autotecnica Motori e ‘imparentato’ con l’unità Ferrari F140E. Quella con Autotecnica Motori non è l’unica collaborazione nel Dna della Evo V12, una vettura ad alta tecnologia e con evidenti complessità si progetto, di sviluppo e di produzione che sono all’origine di un vero ‘puzzle’ delle capacità di diversi specialisti del settore. Oltre ad una collaborazione con la piemontese Mat (Manifattura Automobili Torino) è stata sviluppata con la tedesca Hwa (Hans Werner Aufrecht) dal nome del proprietario che è nientemeno che il fondatore della Amg. la marca di vetture da corsa e sportive passata nel 2005 nel pieno controllo di Mercedes. Gli intrecci a monte della Apollo Evo V12 non si fermano qui. Lo stesso creatore dell’azienda (e precedente proprietario) Roland Gumpert è stato in passato direttore di Audi Sport. Noto anche per aver lavorato nella seconda metà degli Anni ’70 alla trazione integrale commutabile della Volkswagen Iltis (poi diventata la base dei sistemi Syncro e Quattro) nel 1981 Gumpert iniziò a guidare il reparto corse di Audi che sotto la sua gestione ha vinto 25 gare del mondiale rally e 4 titoli di campione del mondo. La ‘stagione’ Gumpert alla Apollo è però terminata con il fallimento dell’azienda nel 2013 e l’attività è proseguita – e continua ancora oggi – sotto la proprietà della Ideal Team Venture di Hong Kong che, per inciso, è anche la titolare della rinata De Tomaso. Rispetto alla Intensa Emozione, anch’essa prodotta in 10 unità, la Evo beneficia di tutta l’esperienza fatta con il modello d’origine e di interessanti affinamenti dello stile e della funzionalità aerodinamica. Spiccano i nuovi gruppi ottici anteriori e posteriori, ispirati graficamente al motivo della X, e un diverso trattamento delle fiancate, con un disegno ‘minimalista’ delle prese d’aria laterali. Decisamente migliorata anche parte frontale, con una larga apertura e imponenti appendici aerodinamiche che si collegano però più armoniosamente (e coerentemente) con la forma dei parafanghi e del cofano che è rimasta invariata rispetto al modello Intensa Emozione. In coda una delle novità più interessanti, rappresentata dalla semplificazione degli alettoni e delle altre strutture aerodinamiche. Scomparso il grande alettone e il prolungamento centrale del periscopio, l’effetto deportante è affidato alla forma della coda e alle grandi alette, che formano due X su ciascun lato. E che incorniciano i caratteristici tre tubi di scarico centrali. Tra le prerogative della Apollo Evo restano il peso contenuto (soli 1.300 kg), l’assetto e le qualità aerodinamiche – che secondo l’azienda promettono prestazioni ‘scandalose’ – i freni in ceramica e la gommatura Michelin Cup 2R. La berlinetta scatta da 0 e100 km/h in 2,7 secondi e tocca una velocità massima di 320 km/h,
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