Il costruttore di auto sportive Porsche ha chiuso il 2025 con un crollo dell’utile operativo del 92,7% a 410 milioni di euro, dopo aver superato quota 5,6 miliardi nel 2024. Un risultato che ha pesato nella vigilia sui conti del gruppo Volkswagen, che la controlla al 37,5%. In calo del 9,5% a 36,27 miliardi i ricavi mentre precipita dal 14,1 all’1,1% il margine operativo sulle vendite, mentre le consegne ai clienti sono scese del 10,1% a 279.4489 vetture. Nonostante l’anno difficile, la casa di Stoccarda ritiene che la sua “elevata liquidità netta” e il “bilancio in salute” le garantiscano “flessibilità e resilienza”. Con un utile per azione ordinario di 0,47 euro e privilegiato di 0,48 , il consiglio di amministrazione propone all’assemblea una cedola ordinaria di 1 euro e privilegiata di 1,01 euro. Un dividendo che il gruppo ammette di aver “ridotto sensibilmente” lasciandolo però al di sopra del taglio del 50% precedentemente annunciato. Per il 2026 Porsche prevede “condizioni di mercato ancora molto difficili”. Secondo la casa tedesca “in Ciona il mercato delle auto di lusso rimane ancora sotto pressione e con una forte concorrenza sui prezzi soprattutto per i veicoli elettrici”. Porsche mette in conto inoltre il permanere di una “incertezza a livello geopolitico” e dei dazi Usa, ,mentre gli effetti potenziali della crisi in Medio Oriente non sono ancora stati presi in considerazione. In ogni caso il gruppo prevede un miglioramento del margine operativo sulle vendite compreso tra il 5,5 e il 7,5%, con ricavi compresi tra 35 e 36 miliardi di euro e un margine netto sul flusso di cassa per le auto compreso tra il 3 e il 5%.
Alla base del crollo di oltre il 90% dell’utile operativo di Porsche ci sono costi straordinari per circa 3,9 miliardi di euro legati alla ricalibratura della strategia di prodotto per 2,4 miliardi. A questi si aggiungono extracosti per 700 milioni per l’elettrificazione della gamma e altrettanti per i dazi Usa. “Secondo il direttore finanziario Jochen Breckner “le sfide globali e il riallineamento dell’azienda hanno impattato sui conti del 2025”. “Nel 2026 – prosegue – le nostre misure di ricalibratura continueranno ad avere effetti una-tantum sui risultati nell’ordine del miliardo di euro”. Un “fardello”, secondo il manager, che il gruppo è disposto ad accettare per “assicurarsi margini adeguati agli standard di Porsche nel medio termine e aumentare la resilienza nel lungo termine”. Nel settembre del 2025 Porsche ha presentato la 911 Turbo S con una tecnologia ibrida che la fa diventare la “911 più potente di sempre”. In novembre Stoccarda ha lanciato la Cayenne 100% elettrica, che “completa l’offerta” nel noto Suv sportivo a combustione interna e ibrido, sottolineando “l’impegno costante di Porsche a garantire un mix di motorizzazioni”. Per l’anno in corso la casa prevede di presentare “nuove emozionanti versioni” per “ispirare i clienti e i fan globali” del marchio.
Porsche diventerà a partire dal 2026 “più snella, più veloce e più desiderabile”. Lo afferma il nuovo amministratore delegato Michael Leiters, che ha preso il posto del suo attuale omologo in Volkswagen Oliver Blume a inizio anno. “Da quando mi sono insediato – afferma l’ex-rettore tecnico di Ferrari e amministratore delegato di McLaren – la nostra squadra di comando ha analizzato sistematicamente la situazione e ha avviato una serie di misure iniziali mirate”. Tra queste “la costante applicazione del nostro principio secondo cui il valore conta più del volume, specialmente nel difficile mercato cinese” e “l’aumento di produzione orientato alla qualità della Cayenne 100% elettrica”. “snelliremo la nostra struttura manageriale, ridurremo le gerarchie e taglieremo la burocrazia”, aggiunge sottolineando che “abbiamo già iniziato a concentrarci con maggior forza sulla nostra attività principale”. “Stiamo usando le attuali sfide – conclude il manager – come un’opportunità per agire con ancor maggiore decisione”.
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