Importante, anzi decisiva tappa quella rappresentata dal debutto della ID.Polo nel programma varato da Volkswagen per la riconquista dei mercati europei e per una diffusione più ampia dei modelli elettrici.
La strategia ‘True Volkswagen’, annunciata ne mesi scorsi e presentata nel dettaglio ad Amburgo, in Germania, può infatti essere tradotta – andando oltre alla volontà di riproporre i grandi valori del marchio – come ‘Vera auto del popolo’, cioè la stessa idea del Maggiolino, l’auto che segnò la nascita del grande Gruppo tedesco.
Con il debutto della nuova ID.Polo, Volkswagen non sta semplicemente lanciando un moderno ed efficiente modello elettrico. Sta riaffermando la sua identità più profonda, con un ritorno alle origini in cui il marchio smette di essere solo un produttore di tecnologia – in questo caso elettrica – per tornare a essere il compagno di viaggio affidabile, democratico e iconico. Così come negli anni che hanno fatto la storia dell’auto.
Che la ID.Polo sia pensata per essere accessibile da un gran numero di utenti lo dimostra il prezzo che per la versione d’attacco che si aggirerà in Italia attorno a 25mila euro.
Grazie alla nuova piattaforma MEB+, Volkswagen è riuscita infatti a ottimizzare i costi senza sacrificare l’autonomia (fino a 455 km) o la velocità di ricarica.
L’efficienza diventa dunque democratica, con un’auto capace di affrontare con emissioni zero sia il traffico urbano che i lunghi viaggi. Il tutto mantenendo un posizionamento di mercato competitivo.
Il design, che l’azienda definisce Pure Positive, è una eredità che guarda al futuro, un pilastro fondamentale per ottenere i risultati previsti dal nuovo corso. Con la nuova ID.Polo il processo di creazione e realizzazione delle forme e del look – sotto la guida di Andreas Mindt – abbandona le linee fredde e futuristiche per abbracciare stabilità e (strizzando l’occhio alle icone del passato) nuova simpatia.
Le citazioni iconiche sono evidenti. E’ il caso del montante C – la grande invenzione di Giorgetto Giugiaro nella prima Golf – richiama i valori della capostipite. E assieme al frontale che sorride non è un semplice esercizio di stile, ma un forte strumento per ricostruire quel legame emotivo tra marca e cliente.
Più ‘umano’ anche l’abitacolo. Gli interni di ID.Polo segnano il ritorno dei tasti fisici e di un’ergonomia intuitiva. A questo si aggiunge un tocco di genio, la possibilità di scegliere una grafica retrò che trasforma il cruscotto digitale in quello di una Golf prima serie degli Anni ’80. Un vero ponte nostalgico che rende la tecnologia meno alienante.
Del resto, era stato sottolineato all’evento di Amburgo, l’azienda punta ora su una tecnologia che abbia uno scopo, e che non sia fine a sé stessa. Il concetto True Volkswagen applicato a ID.Polo significa offrire innovazioni che risolvono problemi reali e che non solo soltanto ‘appesantimenti di marketing. E’ il caso del Connected Travel Assist che permette ora alla vettura di riconoscere i semafori, aumentando la sicurezza urbana.
O ancora della funzione Vehicle-to-Load dell’impianto elettrico, per trasformare l’auto in una fonte di energia per caricare e-bike o dispositivi esterni, rendendola una vera ‘compagna di avventure’ dei tempi moderni.
Volkswagen ID.Polo, a differenza delle ID.3 e ID.4 a trazione posteriore, porta i vantaggi del tutto avanti anche per massimizzare efficienza energetica e autonomia. Il compatto motore sincrono a magneti permanenti è proposto nei tre livelli 85 kW (116 Cv) per la versione d’accesso Trend; 99 kW (135 Cv) per la versione Life e 155 kW (211 Cv) riservato alla Style.
Quest’ultima eccelle nello scatto 0-100 km/h, meno di 7 secondi, mentre in tutte le ID.Polo la velocità massima è autolimitata a 160 km/h per preservare l’efficienza.
Si può scegliere, attraverso le versioni, il tipo di batteria.
Quella da 37 kWh adatta alla città e a cicli di ricarica completa, è al Litio-Ferro-Fosfato. La batteria da 52 kWh è invece al Nichel-Manganese-Cobalto ed offre una maggiore densità energetica ed è adatta anche ai viaggi autostradali.
L’autonomia con la batteria 37 da kWh arriva a 329 km, con quella da 52 kWh a 455 km. La ID.Polo può passare dal 10% all’80% in circa 24-27 minuti grazie a picchi di ricarica DC fino a 105 kW.
ID.Polo non è dunque solo l’erede elettrica di una bestseller da 20 milioni di esemplari. E’ la prova che Volkswagen ha ascoltato il suo pubblico. Spaziosa (bagagliaio da 435 litri), tecnologicamente avanzata ma facile da usare, e soprattutto accessibile. A dimostrazione che il futuro del marchio sta nel tornare a fare ciò che sa fare meglio, cioè l’auto giusta per tutti.
Automobile Magazine – ITALY





















