Nel mese di ottobre in Unione Europea, Regno Unito e Paesi Efta sono state vendute 1.091.904, il 4,9% in più dello stesso mese del 2024. Nei primi dieci mesi – secondo i dati dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei – le immatricolazioni sono state complessivamente 11.020.514, con una crescita dell’1,9% sull’analogo periodo dell’anno scorso. Stellantis ha immatricolato nel mese di ottobre nell’Europa Occidentale (Unione Europea, Regno Unito e Paesi Efta) 157.350 auto, il 4,6% in più dello stesso mese del 2024. La quota di mercato è invariata al 14,4%. Nei dieci mesi del 2025 il gruppo ha venduto 1.621.790 vetture, con un calo del 4,7% sullo stesso periodo dell’anno scorso. La quota di mercato è pari al 14,7% a fronte del 15,7%. Nel mese di ottobre le immatricolazioni sono in calo del 10,1% rispetto alla situazione ante-pandemia, cioè al 2019. Il consuntivo dei primi dieci mesi dell’anno chiude con un calo rispetto alla situazione ante-crisi del 2019 di ben il 17,3%. “E ciò mentre nel resto del mondo il mercato dell’auto ha già ampiamente superato i livelli ante-crisi” sottolinea il Centro Sudi Promotor. “Le ragioni di questa situazione – spiega – vanno ricercate nella politica per l’auto dell’Unione Europea e in particolare nei gravosi impegni imposti all’industria dell’auto in vista della transizione energetica, impegni di cui da più parti si sollecita una revisione significativa. La situazione insoddisfacente del mercato dell’auto riguarda tutti i paesi dell’Europa Occidentale compreso il Regno Unito”. Tra i cinque maggiori mercati dell’Europa Occidentale, che assorbono il 69,5% delle vendite nell’area, nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno il risultato migliore lo registra la Spagna con un incremento sullo stesso periodo dell’anno scorso del 14,9% e con un calo sul 2019 del 10,2%. Segue il Regno Unito con una crescita del 3,9% e un ritardo del 14,1% rispetto alla situazione ante-crisi. Anche la Germania è in crescita nel confronto con l’anno scorso ma con un incremento molto contenuto (+0,5%), mentre è pesante il confronto con la situazione ante-crisi (-22,0%). Per l’Italia il confronto è negativo sia rispetto all’anno scorso (-2,6%) sia rispetto alla situazione ante-crisi (-20,4%). Ultima nella classifica dei primi cinque mercati è la Francia con un calo del 5,4% nel gennaio-ottobre scorsi e di ben il 27,5% sulla situazione ante-crisi. Le ragioni – osserva il Csp – vanno ricercate nelle penalizzazioni imposte al settore dell’auto dalla politica per la transizione energetica dell’Unione Europea, politica che nessun paese del mondo al di fuori dell’Europa Occidentale ha mai pensato di adottare. A tutto ciò si aggiunge che i risultati ottenuti nella transizione all’auto elettrica non sono particolarmente significativi a parte pochi casi particolari come quello della Norvegia dove la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni ha toccato in ottobre il 97,4%, mentre all’estremo opposto della graduatoria si colloca l’Italia con il 5%, battuta nella classifica negativa soltanto dalla Croazia (4,1%) e dalla Svolacchia (4,9%).
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