Hyundai Ioniq 3, crossover elettrico segmento B su misura per l’Europa

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 L’evento per il reveal mondiale del nuovo crossover elettrico di segmento B Hyundai Ioniq 3 – che si è svolto a Milano nell’ambito della Design Week, è stata l’occasione per un incontro, ristretto a pochi media globali, con il ceo del Gruppo sudcoreano, José Muñoz.
    Collegandosi all’importanza del design nell’ambito automobilistico e nello specifico del nuovo crossover compatto, Muñoz ha precisato che all’evento di Milano si “parla di design come arte” ed ha richiamato l’eredità di Giorgetto Giugiaro per sottolineare il legame storico di Hyundai alla capostipite Pony.
    “Non voglio che altri Paesi si offendano – ha detto Muñoz sollecitato su una domanda relativa ai rapporti tra il Gruppo Hyundai e il nostro Paese – ma penso che l’Italia abbia un enorme peso nel design, nella tecnologia e nella industrializzazione”.
    Del resto con il suo design Ioniq 3 rappresenta “un grande cambiamento per noi, penso che sia una evoluzione nel pensiero”.
    Il ceo del Gruppo Hyundai ha sottolineato che l’azienda “è diversa nei diversi Paesi” e che in quindi in Europa “con l’arrivo di Xavier (Martinez) come presidente e ceo della Regione abbiamo la possibilità di portare freschezza, un nuovo design e un nuovo posizionamento del mercato diventando un brand più moderno, più avanzato, più bello”.
    Con Ioniq 3 Hyundai non accelera dunque solo sulla via dell’elettrificazione ma anche nel design con il debutto della nuova Ioniq 3, un modello che Muñoz, definisce “unico e centrale per le ambizioni europee e mondiali del brand. Questo nuovo crossover compatto però non solo è un esercizio di stile, ma un pilastro tecnologico basato sulla piattaforma E-Gmp, capace di offrire spazio interno e soluzioni software ai vertici della categoria”.
    Il ceo del Gruppo ha anche ricordato che Il cuore della strategia Hyundai risiede nella localizzazione produttiva. Muñoz ha confermato massicci investimenti nella regione europea. E ha detto che “la localizzazione è un impegno indipendente dalle regolamentazioni o dai dazi”.
    L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza dalle importazioni dalla Corea del Sud — che oggi coprono il 50% del venduto in alcuni mercati — per mitigare i costi logistici e le tassazioni.
    I numeri danno già ragione alla strategia Gruppo: Hyundai-Kia è oggi il quarto produttore mondiale per vendite, ma è salito al secondo posto per profitti, superando colossi come Volkswagen in un contesto macroeconomico complesso.
    “Non puntiamo al volume per il semplice gusto di fare numeri – ha precisato Muñoz – ma vogliamo coniugare valore e volume”.
    Nonostante la capacità produttiva sia attualmente vicina al limite, Hyundai punta a crescere ancora, sfruttando l’integrazione verticale che va dal design alla logistica, fino al software.
    In risposta ad una domanda sulla possibilità che Ioniq 3, prodotta in Turchia, possa essere venduta anche fuori dall’Europa, Muñoz ha detto di non escludere un futuro globale: “Questa vettura potrebbe avere un ruolo più importante. Sud-est asiatico, America Latina e Nord America sono mercati pronti a recepire un prodotto così competitivo, una volta adattato alle specifiche locali”.  
   

Automobile Magazine-ITALIA