Audi A6 Avant TDI quattro, l'eleganza dello spazio

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L’Audi rinnova l’A6 Avant attraverso un design capace di farsi notare e con una scelta di powertrain che non rinuncia al diesel, come dimostra il propulsore presente sotto il cofano della vettura della nostra prova, abbinato alla tecnologia mild hybrid.

 

 
    Lunga precisamente 5 metri, la station dei quattro anelli ha una mise aerodinamica evidenziata da un Cx di 0,25 ed esprime carattere con il trattamento della calandra, i gruppi ottici a LED Matrix, le nervature sul cofano e le aperture laterali nel paraurti anteriore. Nella fiancata spiccano i passaruota muscolosi, le maniglie a filo ed i cerchi in lega elegantemente dinamici. Mentre dietro tornano protagonisti i gruppi ottici che hanno tecnologia OLED e sono impreziositi da un elemento luminoso che li congiunge nella parte bassa.
    Su strada si fa notare e non poco, mentre dentro si fa apprezzare per come accoglie guidatore e passeggeri e per il livello di finiture enfatizzato dalla selleria chiara dell’esemplare del test-drive. L’abitacolo è ideale per 4 persone, mentre il passeggero centrale risente della presenza del tunnel che ne limita i movimenti delle gambe. La plancia è dominata da ben 3 schermi, rispettivamente, da 11,9, 14,5 e 10,9 pollici, per strumentazione, infotainment e per il display dedicato esclusivamente al passeggero anteriore. Sparisce, dunque, lo schermo sul tunnel centrale, dove arriva il piano di ricarica ad induzione dello smartphone. I tasti fisici sono ridotti al minimo, ma sul pannello porta del guidatore ci sono anche i comandi per gestire i gruppi ottici in una posizione decisamente più visibile rispetto al passato, mentre le voci relative al climatizzatore sono raggruppate nella parte bassa del display centrale e facilmente individuabili. Il sistema multimediale, che dialoga con lo smartphone grazie alla compatibilità con Apple CarPlay ed Android Auto, anche in wireless, è piuttosto reattivo e sfrutta anche l’intelligenza artificiale di Chat GPT. Per dare un’idea di come sia semplice interagirvi, vi segnaliamo che trovare le indicazioni relative agli aiuti alla guida, anche in marcia, in modo da poterli regolare a seconda delle necessità del momento, è un’operazione che può essere svolta in tempi rapidi.
    I doppi vetri ed il climatizzatore quadrizona contribuiscono ad incrementare il comfort acustico e consentono di regolare la temperatura in maniera ideale. Lo spazio per i bagagli però si riduce in confronto al modello precedente, per via della batteria del sistema ibrido alloggiata sotto il pianale di carico. Comunque, 466 litri con 5 posti in uso rappresentano un valore più che sufficiente, anche in considerazione della conformazione regolare del vano di carico.
    Al volante, l’A6 Avant sembra accorciarsi a livello di una citycar nelle svolte strette, per via delle quattro ruote sterzanti, ma è bene ricordarsi che è lunga 5 metri, soprattutto in città. Quando si entra in autostrada poi, raggiunge il suo habitat naturale, perché il viaggio è la sua missione. Qui può distendere al meglio il 2.0 TDI da 204 CV che beneficia anche del supporto dei 24 CV offerto dal sistema mild hybrid a 48 Volt, a sua volta alimentato da una batteria da 1,7 kWh. Il cambio automatico a 7 marce aiuta a gestire i 400 Nm di coppia massima, per migliorare la ripresa e contribuire, nel contempo, a ridurre gli effetti di una massa importante sulla dinamica. La guida è resa più sicura dalla trazione integrale e più affilata mediante il controllo elettronico dell’assetto, così anche nel misto l’A6 Avant fa la sua figura. Considerando il peso, che sfiora i 2000 kg, un consumo medio di circa 15 km/l rappresenta un buon risultato.
    Sicura, con tutti gli aiuti alla guida di ultima generazione precisi nell’intervento e con un head-up display che mostra anche gli incroci in avvicinamento, questa wagon ha il pregio di non affaticare il conducente nemmeno dopo un lungo viaggio.
    Il prezzo di 80.250 euro relativo alla A6 Avant TDI quattro, nell’allestimento S line edition della nostra prova, è adeguato ai tanti contenuti tecnologici, al blasone del marchio ed al segmento della vettura.

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