Cresce il prezzo della benzina,adeguandosi alla riduzione del taglio delle accise, mentre rimane stabile il costo del gasolio. E’ quanto emerge confrontando i prezzi diffusi oggi dal Minit relativi alle rilevazioni di domenica con quelli del 30 aprile, l’ultimo giorno nel quale era stato applicato il taglio delle accise previsto dallo scorso decreto. In base agli agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,890 euro al litro per la benzina e 2,047 euro al litro per il gasolio. Il 30 aprile, invece, la benzina veniva venduta mediamente a 1,746 euro il litro – oggi segna quindi un aumento di 15 centesimi – e il gasolio a 2,052 euro il litro. Sempre in base ai dati del Mimit diffusi oggi sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,956 euro al litro per la benzina e 2,117 euro per il gasolio.
Unc, aumenta la benzina, stangata sul rientro dal Ponte
“Una stangata per chi rientra dal Ponte del I° maggio. Grazie alla pessima idea del Governo di ridurre il taglio delle accise sulla benzina addirittura di 15 cent, ossia 18,3 cent considerando anche l’Iva, oggi la benzina self, nel primo giorno di effettiva prima applicazione del decreto legge, è aumentata rispetto a ieri di 9,8 cent al litro in autostrada, pari a 4 euro e 90 cent per un pieno di 50 litri. E siamo solo all’inizio, visto che, essendo domenica, molti distributori self service, se non vendono anche il servito, non hanno ancora modificato il prezzo. Insomma, domani andrà ancora peggio”. E’ quanto afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Più contenuto il rialzo nella media stradale dove se, a differenza del ministero, si conteggia per il calcolo della media anche Bolzano e Trento, rincara di 7,6 cent, pari a 3 euro e 80 cent. A livello assoluto la benzina arriva a costare 1.956 euro in autostrada e, conteggiando anche Bolzano e Trento, 1,893 nella rete stradale, un livello superiore alla media dell’anno nero, il 2023, quando arrivò a 1,865 euro – prosegue Dona – Se a questo si aggiunge che, invece di prendere i soldi a chi sta facendo extraprofitti milionari grazie a questa guerra, hanno pensato bene di fregarsi i soldi della multe Antitrust, quindi con una una sorta di partita di giro, visto che quelle sanzioni dovrebbero essere restituite ai consumatori che hanno pagato di più a causa di pratiche commerciali scorrette, ecco che la frittata è fatta”.
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