L’aumento dei dazi sul settore
automobilistico penalizzerà soprattutto la componentistica
italiana, che passa per la Germania, e le due case Ferrari e
Lamborghini che producono nella Motor Valley italiana. Non c’è
impatto su Stellantis che esportava negli Usa delle vetture
Christler prodotte a Melfi, un canale che però ora “si è
prosciugato”. Ad affermarlo è il presidente di Anfia Roberto
Vavassori secondo il quale l’impatto della nuova richiesta di
Trump è difficilmente stimabile. “Il vero problema – afferma – è
che non c’è stabilità, non c’è una certezza. E questa è la cifra
dell’attuale amministrazione Usa”.
“I dazi impattano direttamente su costruttori e
componentistica – afferma – Per i costruttori riguarda una parte
della Motor Valley, dove si producono Ferrari e Lamborghini, due
marchi che hanno ognuno almeno un 20% di esposizione. Per la
componentistica l’impatto è più rilevante”. Vavassori spiega che
il danno è indiretto:”noi esportiamo componenti verso i tedeschi
che poi a loro volta esportano veicoli completi verso gli Usa.
Quantificare in modo attento l’impatto non è facile. A fronte di
un saldo di esportazione di componentistica di oltre 5 miliardi
ne inviamo 1,2 miliardi verso la Germania e temo chel’impatto
sarà di qualche decina di punti percentuali su quest’ultimo
importo. In parte, però, la diminuzione è già avvenuta ed è da
vedere quanto è già stato scontato”.
Il cruccio di Vavassori è però legato all’incertezza. “Solo
sulle auto abbiamo finito una tornata negoziale non da poco e
ora si torna da capo. L’alleato ha comportamenti discontinui. E’
lo stile dell’uomo. Ma va considerato anche che dopo la sentenza
della Corte Suprema Usa sono partite tantissime richieste di
rimborso dei dazi pagati anche per da parte del settore auto,
anche da aziende e case auto importanti”.
Automobile Magazine – ITALY





















