Il Mondiale di Formula 1 è fermo ma a
Maranello si lavora per colmare il più possibile il gap con le
Mercedes in vista della ripresa del campionato, a inizio maggio
col Gp di Miami. Le gare Oltreoceano sono da sempre importanti
per la Ferrari, che ha proprio negli Usa il più importante
mercato per le proprie vetture, così un successo o una bella
prestazione accendono ancora di più l’entusiasmo degli
appassionati del Cavallino. E il Wall Street Journal ha appena
diffuso una puntata del podcast di Ben Gilbert e David Rosenthal
‘Acquired’ dedicata al successo del brand italiano, sempre in
crescita nel fatturato e nei risultati economici, ben più
brillanti di quelli della gestione sportiva, alla rincorsa da
quasi due decenni di un titolo mondiale in Formula 1 anche se
rinfrancato dai successi nell’Endurance.
Secondo gli autori del podcast, il modello di business della
Ferrari si basa su una scelta solo apparentemente semplice:
produrre auto veloci, e non troppe. Molti ci hanno provato o ci
provano, ma solo il Cavallino può vantare di aver venduto dalla
sua fondazione solo 330.000 auto ma di avere 400 milioni di fan
in tutto il mondo. Ripercorrendo la storia del Cavallino, la
genesi di questa strategia risultata vincente viene attribuita
da Gilbert e Rosenthal alla scelta di Gianni Agnelli di affidare
la presidenza Ferrari a Luca Cordero di Montezemolo. Era il
1991, l’azienda era in difficoltà e aveva bisogno di un’idea,
esplicabile così: vendere qualcosa di meno tangibile ma più
prezioso di un’auto, per quanto potente e costosa, e cioè la
realizzazione dei sogni d’infanzia di ogni appassionato.
Seguendo questa strategia controintuitiva, sottolinenogli autori
del podcast, Montezemolo gettò le basi di un nuovo tipo di
azienza, “come se il lusso di Hermès si fosse fuso con la
passione creata dal Manchester United”. Nel 1997, la società
tornò redditizia, pur producendo meno auto. e da allora,
conclude l’articolo, anche se altre squadre corse possono
superare le Rosse in pista e altri proprietari possono sfidare
le Ferrari su strada, nessun concorrente è stato in grado di
superare il brand del Cavallino.
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