Nei prossimi tre anni il 40% degli italiani prevede di acquistare un’auto. Le ibride raccolgono circa il 50% delle preferenze, l’elettrico raggiunge il 12%.
Restano però forti barriere. A fronte del 50% delle nuove immatricolazioni di auto ibride nel 2024, l’elettrico si ferma a circa il 6%, dietro le auto a benzina (24%) e diesel (10%), segnando un ritardo di cinque anni rispetto ad altri Paesi europei. È lo scenario descritto all’interno del rapporto dell’Osservatorio Sunrise, promosso dal Centro nazionale per la mobilità sostenibile (Most), riguardo il mercato automobilistico italiano.
Il quadro delineato dall’osservatorio evidenzia come il futuro della mobilità dipenderà dall’interazione tra fattori economici, innovazione tecnologica e comportamenti individuali.
Uno degli elementi dello studio è l’analisi del ‘total cost of ownership’, attraverso cui viene evidenziato come “non esista una tecnologia sempre più conveniente”. Le auto a combustione o ibride risultano più vantaggiose per percorrenze basse e utilizzi brevi, mentre le auto elettriche diventano competitive con percorrenze elevate e possibilità di ricarica domestica. In molti casi, il costo complessivo tra tecnologie diverse è simile e influenzato da fattori esterni, come incentivi e costo dell’energia. Il mercato automobilistico italiano si trova in una fase di profonda trasformazione, sospeso tra transizione energetica, vincoli economici e cambiamenti nei comportamenti di acquisto. il rapporto dell’Osservatorio Sunrise e promosso dal Centro nazionale per la mobilità sostenibile (Most) offre una fotografia dettagliata delle scelte e delle intenzioni degli italiani, per cui il prezzo rappresenta il principale criterio di acquisto di un’automobile, seguito dai costi di esercizio e dalla sicurezza del veicolo. Design, prestazioni o marca hanno invece un peso più limitato. “Il rapporto mostra con chiarezza quanto il mercato dell’auto sia oggi attraversato da dinamiche complesse e spesso contraddittorie – ha spiegato il il direttore del Most Gianmarco Montanari -. Da un lato la spinta alla transizione energetica, dall’altro vincoli economici e infrastrutturali che rallentano il cambiamento”. Nel dettaglio, il rapporto mostra che nel 2024 il parco auto italiano ha superato 41 milioni di autovetture, con un rapporto di circa 0,7 auto per abitante e 1,6 per famiglia. Allo stesso tempo, il mercato delle nuove immatricolazioni resta inferiore ai livelli pre-pandemia, fermandosi a circa 1,6 milioni di nuove auto l’anno, mentre il mercato dell’usato supera i 5 milioni di passaggi di proprietà annui. “Il risultato – si legge nel rapporto – è un progressivo invecchiamento del parco circolante, con un’età media che supera ormai i 12-13 anni, elemento che incide sia sulle emissioni sia sull’efficienza complessiva del sistema”. A cambiare è anche la composizione delle auto acquistate. I Suv rappresentano circa il 62% delle nuove immatricolazioni, mentre si riduce il peso delle auto più piccole. Inoltre, si affermano formule alternative alla proprietà. Leasing e noleggio a lungo termine sono in crescita e rappresentano una quota sempre più rilevante del mercato, contribuendo potenzialmente a un ricambio più rapido del parco veicolare. Secondo il coordinatore scientifico dell’Osservatorio Sunrise Most Ennio Cascetta “le evidenze del rapporto confermano che la transizione energetica nel settore automotive non è lineare né uniforme. Per questo è essenziale adottare un approccio pragmatico e basato sui dati, capace di riconoscere la pluralità delle soluzioni tecnologiche e di accompagnare cittadini e imprese lungo percorsi differenziati. Allo stesso tempo, emerge con forza la necessità di intervenire su fattori chiave come infrastrutture di ricarica, accessibilità economica e diffusione della conoscenza delle nuove tecnologie”.
Automobile Magazine-ITALIA























