Honda prevede una perdita netta tra
i 420 e 690 miliardi di yen, l’equivalente di fino a 3,7
miliardi di euro per l’esercizio fiscale che termina a fine
marzo, invertendo la precedente stima di un utile di 300
miliardi. Lo ha annunciato giovedì il costruttore giapponese,
confermando l’interruzione dello sviluppo di tre modelli
elettrici destinati al Nord America nell’ambito di una revisione
strutturale della strategia di elettrificazione. Il gruppo ha
rivisto al ribasso anche le previsioni operative: perdita attesa
tra 270 e 570 miliardi di yen, contro un precedente utile
stimato di 550 miliardi. Tra le misure di razionalizzazione,
l’amministratore delegato della compagnia e il vicepresidente
accetteranno una riduzione del 30% della retribuzione mensile
per tre mesi nell’esercizio fiscale 2026. Honda attribuisce la
revisione strategica al rallentamento della domanda globale di
veicoli elettrici, ai cambiamenti normativi negli Stati Uniti –
inclusi i dazi all’importazione dei veicoli, la rimozione degli
incentivi fiscali all’acquisto di vetture elettriche, e
l’allentamento delle regole sui combustibili fossili. Pesa anche
l’intensificarsi della concorrenza in Asia, in particolare in
Cina, dove potrebbero emergere svalutazioni di investimenti. Il
costruttore nipponico spiega anche di voler ridurre gli
investimenti nel segmento elettrico per il periodo fino al 2030,
da 10.000 a 7.000 miliardi di yen, e ha rivisto al ribasso il
target di vendite EV per lo stesso periodo, dal 30% a circa il
20% del portafoglio globale. Resta confermato l’obiettivo di
lungo termine di commercializzare esclusivamente modelli a zero
emissioni entro il 2040, in linea con gli impegni di
decarbonizzazione annunciati nel 2021.
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