Porsche chiude il 2025, vero e proprio ‘annus horribilis’, con utili e ricavi in calo, ma conta di riprendersi quest’anno, risalendo la china della redditività. Il risultato operativo è crollato del 92,7% a 410 milioni di euro dopo aver superato quota 5,6 miliardi l’anno prima. Un passo indietro che ha pesato nella vigilia sui conti del gruppo Volkswagen, che la controlla al 37,5%. In calo del 9,5% a 36,27 miliardi i ricavi, mentre precipita dal 14,1 all’1,1% il margine operativo sulle vendite e le consegne ai clienti sono scese del 10,1% a 279.4489 vetture. Nonostante il quadro oggettivamente critico, la casa di Stoccarda ritiene di avere una “elevata liquidità netta” e un “bilancio in salute” che le garantiscono “flessibilità e resilienza”.
Con un utile per azione ordinario di 0,47 euro e privilegiato di 0,48, il consiglio di amministrazione propone all’assemblea una cedola ordinaria di 1 euro e privilegiata di 1,01 euro. Un esborso che il gruppo ammette di aver “ridotto sensibilmente”, mantenendosi però al di sopra del taglio del 50% precedentemente annunciato. Per il 2026 Porsche prevede “condizioni di mercato ancora molto difficili” che non impediranno però, a parità di vendite, una sensibile ripresa della redditività. Secondo la casa tedesca “in Cina il mercato delle auto di lusso rimane ancora sotto pressione e con una forte concorrenza sui prezzi soprattutto per i veicoli elettrici”. Permane poi una “incertezza a livello geopolitico” con i dazi Usa, ancora presenti, mentre gli effetti potenziali della crisi in Medio Oriente non sono ancora stati presi in considerazione. Il miglioramento interesserà il margine operativo sulle vendite, che dall’1,1% si porterà a un livello compreso tra il 5,5 e il 7,5%.
Confermati invece gli attuali ricavi, compresi tra 35 e 36 miliardi di euro, mentre il margine netto sul flusso di cassa della divisione auto è previsto fra il 3 e il 5%. Al di là dei numeri, secondo il neoamministratore delegato Michael Leiters, in servizio da inizio anno dopo aver lavorato per Ferrari e McLaren, sarà l’azienda a cambiare, diventando già da quest’anno “più snella, più veloce e più desiderabile”. “Da quando mi sono insediato – ha affermato nel corso di una conferenza stampa – la nostra squadra di comando ha analizzato sistematicamente la situazione e ha avviato una serie di misure iniziali mirate”. Tra queste “la costante applicazione del principio secondo cui il valore conta più del volume, specialmente nel difficile mercato cinese”. Leiters ha indicato poi “l’aumento di produzione orientato alla qualità della Cayenne 100% elettrica”. “Snelliremo la nostra struttura manageriale, ridurremo le gerarchie e taglieremo la burocrazia”, ha aggiunto sottolineando che “abbiamo già iniziato a concentrarci con maggior forza sulla nostra attività principale”. “Stiamo usando le attuali sfide – ha concluso – come un’opportunità per agire con ancor maggiore decisione”. Al lancio della ‘911 Turbo S’ ibrida dello scorso settembre è seguita la versione 100% elettrica del Suv ‘Cayenne’ e quest’anno è previsto l’arrivo di “nuove emozionanti versioni”.
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